Lodi: “Vergara è maturato, Allegri saprà gestire il Napoli dei campioni”

Scritto da il 16 luglio 2026

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Salvatore Lodi, presidente della Scuola Calcio Fratelli Lodi e scopritore di Antonio Vergara.

Partiamo da Antonio Vergara. Oggi tutti parlano di lui e con l’arrivo di Allegri c’è grande curiosità. Che giocatore è diventato?

“Oggi Antonio Vergara non è più il ragazzo di sei anni fa. È un calciatore molto più consapevole delle proprie qualità, è maturato tantissimo e ormai è un profilo seguito in tutta Europa. È sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori e adesso tocca a lui confermare tutto quello che ha fatto vedere. Sono convinto che lo farà”.

Qual è l’aspetto in cui è cresciuto maggiormente nell’ultima stagione?

“La testa. È cresciuto tantissimo come uomo e come personalità. Le qualità tecniche le ha sempre avute, ma oggi affronta tutto con una maturità diversa. Ha un agente importante come Mario Giuffredi che gli dà consigli e lo accompagna nel percorso, però il merito è soprattutto suo”.

Spostandoci sul settore giovanile del Napoli, spesso si dice che la Primavera faccia fatica a portare giocatori in prima squadra. Come la vede?

“Io credo che su questo ci sia un equivoco. Il Napoli, con gli uomini che ha oggi, sta facendo un grande lavoro. Ci sono ragazzi molto interessanti nelle varie categorie: Under 14, Under 15 e Under 16. Faccio qualche nome come Domenico Ruscio, Tambaro e Caiazza. Sono ragazzi di cui sentiremo parlare”.

Allora dove nasce il problema nel passaggio verso il professionismo?

“Oggi le regole sono cambiate. Se una società non mette rapidamente sotto contratto un ragazzo, rischia di perderlo. I procuratori conoscono perfettamente queste dinamiche. Il Napoli deve accelerare su questi aspetti per evitare che i giovani migliori vadano al Nord”.

Lei è fiducioso sul lavoro che sta facendo il club?

“Sì, perché conosco bene chi ci lavora. Gianluca Grava e Bevilacqua fanno un lavoro enorme, stanno sul campo fino a tardi e hanno competenza nella scelta dei ragazzi. Il Napoli ha preso anche un allenatore molto bravo come Corrado Pianese, che con i giovani sa davvero lavorare”.

Quanto contano i formatori nella crescita di un talento?

“Tantissimo. Non basta prendere una persona qualsiasi e metterla ad allenare i bambini. Servono istruttori qualificati, preparati anche dal punto di vista psicologico. Bisogna entrare nella testa dei ragazzi, parlare con loro nel modo giusto. Se vuoi fare una scuola calcio di livello, devi investire sugli allenatori”.

I risultati della sua scuola calcio le stanno dando ragione?

“Direi di sì. A oggi abbiamo già portato quattordici ragazzi nei settori giovanili professionistici, compreso un classe 2016. Ma questo succede perché dietro c’è un lavoro serio e istruttori preparati”.

Passiamo al Napoli e alla scelta di Massimiliano Allegri. L’ha convinta?

“Dal punto di vista della personalità siamo su livelli molto alti, come con Conte. Cambia il modo di giocare, ma il Napoli aveva bisogno di un allenatore con carattere e Allegri lo è sicuramente. Personalmente avrei puntato su un tecnico giovane come De Zerbi, che mi piace molto per idee e coraggio, però Allegri è una scelta importante”.

Lei è sempre stato un estimatore di De Zerbi.

“Sì, perché ha un’idea di calcio molto chiara. Una volta mi disse: “Io me la gioco contro tutti”. Mi colpì tantissimo. Mi piacciono gli allenatori che hanno coraggio”.

Però il Napoli è una piazza particolare.

“Certo. Napoli ha bisogno anche di giocatori già pronti, abituati ai grandi palcoscenici. Champions League, pressione, pubblico: non è semplice. Serve esperienza”.

Allegri saprà gestire uno spogliatoio pieno di campioni?

“Su questo non ho dubbi. Lo conosco dai tempi del Sassuolo. È molto bravo nella comunicazione e nella gestione del gruppo. I giocatori lo seguono e questo è un aspetto fondamentale”.

Resta però un tema: il Napoli era abituato al calcio spettacolare di Sarri e Spalletti.

“È vero. Con Sarri e Spalletti si vedeva un calcio molto bello. Con Conte si è vinto soffrendo di più e senza grande spettacolo. Adesso vedremo quale sarà l’identità del Napoli di Allegri”.


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