Napoli, Bucchioni boccia Allegri: “È una scelta che guarda al passato”
Scritto da Ciro Gaipa il 3 giugno 2026
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Enzo Bucchioni.
«Il possibile passaggio da Antonio Conte a Massimiliano Allegri mi lascia più di una perplessità. È una scelta che guarda al passato in un momento in cui il calcio europeo sta andando in un’altra direzione. Oggi si esaltano squadre come il Como, si guarda alla Premier League o al Paris Saint-Germain e si vede un calcio moderno, dinamico, aggressivo. Allegri resta un allenatore di grande esperienza e con una storia importante, ma negli ultimi anni ha fatto fatica a raggiungere gli obiettivi e il suo modello di calcio sembra meno attuale rispetto alle nuove tendenze.
Detto questo, il rispetto per la sua carriera è totale. Allegri ha dimostrato nella sua storia di essere uno dei migliori nella gestione dei campioni, nella preparazione delle partite e nell’interpretazione tattica delle gare. Però quel sistema funziona soprattutto quando hai a disposizione una rosa ricca di fuoriclasse, come accadde nella sua prima esperienza alla Juventus.
Per quanto riguarda il rapporto tra Conte e Aurelio De Laurentiis, non credo affatto che ci sia stata una rottura. La conferenza stampa dell’addio mi è sembrata quasi surreale per certi aspetti, ma allo stesso tempo piena di rispetto reciproco. Ho visto molta ironia e molta stima tra due personalità forti che hanno lavorato insieme ottenendo risultati importanti. Lo Scudetto, la Supercoppa e il secondo posto rappresentano un bilancio di altissimo livello. Per questo credo che la separazione sia arrivata in maniera condivisa, per esigenze e visioni diverse sul futuro.
Un aspetto che sicuramente può favorire Allegri è il suo modo di rapportarsi con la società. È un allenatore che accetta i compromessi, sa gestire situazioni difficili e spesso riesce a fare anche da punto di equilibrio nei momenti più delicati. Da questo punto di vista può rappresentare un profilo ideale per De Laurentiis. È un tecnico che crea meno tensioni e che conosce bene le dinamiche dei grandi club.
Negli ultimi anni però qualcosa non ha funzionato. Il calcio di Allegri oggi incontra più difficoltà perché molti giocatori non si identificano più completamente in quel tipo di proposta. Il calcio moderno richiede partecipazione, intensità e condivisione del progetto tecnico. Allenatori come Vincenzo Italiano riescono a coinvolgere maggiormente il gruppo attraverso un’idea di gioco riconoscibile e condivisa.
Probabilmente il Napoli, dopo una stagione molto intensa e complicata, ha scelto un profilo capace di riportare equilibrio e normalità nell’ambiente. Allegri ha questa caratteristica: è un normalizzatore, uno che può valorizzare i giocatori migliori della rosa e garantire competitività immediata. Resta da capire se questo sarà sufficiente per restare al passo con l’evoluzione del calcio europeo».