Napoli, Franco Colomba: «Allegri può uscire dalla crisi. Senza i quattro terzini è complicato»
Scritto da Ciro Gaipa il 3 novembre 2026
Franco Colomba, ex allenatore del Napoli, ha analizzato il momento difficile della squadra azzurra nel corso di Punto Nuovo Sport, programma in onda su Radio Punto Nuovo.
«Nel calcio sappiamo quanto siano importanti il portiere, l’attaccante e il centrocampo, che regola il gioco. Ma anche gli esterni, soprattutto quelli difensivi, sono fondamentali. Ritrovarsi senza tutti e quattro i terzini è complicato per chiunque. Allegri dovrà inventarsi qualcosa. Conosce i giocatori e sa quali possibilità di adattamento hanno, quindi vedremo che cosa riuscirà a tirare fuori dal cilindro. Sicuramente non è il periodo migliore per il Napoli, sotto tanti punti di vista. Sarà dura, ma questo campionato ci ha abituato a prestazioni sorprendenti. Non vale soltanto per il Napoli: abbiamo visto squadre come il Milan passare da una partita negativa a una vittoria importante nel giro di pochi giorni. Non è detto che le difficoltà debbano trasformarsi sempre in un risultato negativo. A volte possono tirare fuori energia mentale e spirito di gruppo, elementi che aiutano nei momenti complicati».
Il calcio moderno e il problema degli infortuni
«Il calcio moderno è quasi schizofrenico: vediamo squadre vincere partite che sembravano impensabili e poi crollare pochi giorni dopo, oppure fare una brutta prestazione e riscattarsi immediatamente. I ritmi sono diventati troppo intensi. È un problema che riguarda anche altri sport, come il tennis. Gli atleti sono sottoposti a uno stress continuo e alla fine lo pagano. Nel calcio non si può pressare per novanta o cento minuti senza mai fermarsi. Bisogna saper gestire le energie e riservare qualcosa durante la partita. Anche se ci sono le sostituzioni, non si può pretendere che i giocatori entrino sempre a duemila all’ora. È una questione fisiologica».
Allegri e le difficoltà del Napoli
«Allegri è un allenatore che in carriera ha ottenuto tanti risultati. Magari non è il tecnico che stupisce sempre per lo spettacolo o per il rendimento, ma è un allenatore che ha quasi sempre raggiunto gli obiettivi. Il recupero di tanti giocatori è fondamentale. Gli allenatori e i loro staff sono importanti, ma quando un gruppo viene penalizzato continuamente dalle assenze diventa tutto più complicato. Il problema degli infortuni non riguarda soltanto il Napoli: è una difficoltà del calcio di oggi. Allegri deve riuscire a ritrovare continuità, anche attraverso il recupero dei giocatori».
La pressione di Napoli
«A Napoli ho conosciuto una pressione particolare. Arrivai nell’anno della Serie B e avevo una squadra che non era costruita per vincere il campionato. Questo fu uno degli errori che mi portarono all’esonero, prima di essere richiamato e riuscire a salvarci. In certe piazze, se non hai una squadra potenzialmente competitiva per il massimo traguardo, è complicatissimo. A Napoli le aspettative sono sempre molto alte. Il problema attuale è che forse il Napoli non è una squadra in grado di competere per il primo o il secondo posto, ma questo non significa che debba trovarsi nella posizione attuale. Deve cercare di entrare nel gruppo che lotta per la Champions League o per l’Europa. Le squadre non sono tutte uguali e non tutte possono lottare per il campionato. Ma per raggiungere obiettivi importanti serve un rendimento buono e sufficientemente costante. Altrimenti anche i sogni rischiano di svanire, e il Napoli merita certamente di più».
Il confronto con Conte e la compattezza del gruppo
«Le squadre si compattano con i risultati, con il fatto di stare insieme e con la fiducia che si crea dopo aver vinto qualcosa. È quello che è successo con Conte, che ha costruito un gruppo capace di affrontare le difficoltà. Allegri è arrivato da poco e non ha ancora avuto il tempo di creare quel tipo di fiducia, sia da parte dei tifosi sia da parte dei giocatori. È comunque un gestore importante di uomini: vincere tante volte a Torino, in un ambiente con pressioni enormi, non è semplice. È un allenatore capace di resistere in situazioni difficili. Ora deve ritrovare una continuità di risultati che finora è mancata per diversi motivi, tra cui anche gli infortuni. Non voglio usare le assenze come una giustificazione, perché anche Conte ha attraversato periodi complicati e poi è riuscito a riprendersi. È quello che deve fare adesso Allegri. Certamente, affrontare impegni in Europa senza tutti e quattro i terzini non è facile».