Napoli, Maddaloni analizza la crisi: «Manca un’identità. Højlund ha bisogno di una squadra che lo supporti»

Scritto da il 2 novembre 2026

Massimiliano Maddaloni, allenatore con una lunga esperienza nel calcio, ha analizzato il momento difficile del Napoli dopo la sconfitta contro la Juventus ai microfoni di Punto Nuovo Sport.

La mancanza di identità del Napoli

«Il problema è che il Napoli, dall’inizio della stagione, non ha ancora avuto un’identità ben chiara. Ci sono stati tanti cambiamenti e, quando una squadra ha un’identità precisa, anche chi entra dalla panchina riesce a inserirsi in un contesto che gli dà forza. Se questa identità non c’è, per un motivo o per un altro, diventa tutto più complicato. È normale che chi subentra possa fare più fatica, soprattutto quando entra al posto di giocatori di grande livello. In questo momento il Napoli non ha ancora trovato una propria identità: questa è la realtà. La squadra ha affrontato tante problematiche fin dall’inizio dell’anno e, purtroppo, queste difficoltà si sono accumulate e stanno emergendo sempre di più».

I giocatori fuori dal progetto e le difficoltà mentali

«Non è facile gestire una situazione del genere. Alcuni giocatori erano rientrati, ma non avevano la certezza di rimanere. Erano in fase di valutazione e, poi, alcuni infortuni hanno fatto sì che restassero in squadra. All’inizio non giocavano, adesso si ritrovano a essere impiegati con continuità. Sono aspetti che incidono anche dal punto di vista mentale e che contribuiscono a creare le problematiche di cui parlavo prima. Il Napoli, per tanti motivi, si è ritrovato in una situazione complessa e non è ancora riuscito a trovare una propria identità. È stato anche ipotizzato che, all’interno di un gruppo numeroso, potessero esserci giocatori scontenti e che l’armonia non fosse quella del passato. È l’insieme di tutte queste componenti a rendere difficile il momento della squadra».

Højlund e le difficoltà dell’attacco

«Credo che Højlund stia pagando quello che è un po’ il problema generale del Napoli. La squadra non ha una vera capacità di dominare l’avversario e di creare le condizioni per portare l’attaccante in area, dove lui può esprimere al meglio le proprie qualità. Quest’anno il Napoli riesce a creare meno occasioni e, di conseguenza, anche il centravanti ha meno possibilità di andare a segno. Højlund ha bisogno di una coralità più spiccata, di una squadra che sappia accompagnarlo e metterlo nelle condizioni ideali. Non è soltanto una questione individuale. È l’insieme delle componenti a incidere sul suo rendimento. Per essere efficace come in passato, ha bisogno di essere servito nel modo giusto e di trovare un contesto di gioco che lo porti con maggiore continuità dentro l’area».


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