Napoli, Mutti: «Il ritiro può aiutare. Allegri deve lavorare con pazienza e ritrovare entusiasmo»
Scritto da Ciro Gaipa il 5 novembre 2026
Bortolo Mutti, ex allenatore del Napoli, ha analizzato ai microfoni di Radio Punto Nuovo le difficoltà della squadra, l’utilità del ritiro, le tensioni emerse in campo e il lavoro che attende Massimiliano Allegri.
Il ritiro può essere utile per ritrovare compattezza
«In certi momenti il ritiro è necessario per ritrovare un ambiente che sta soffrendo una situazione complicata. Non deve essere visto necessariamente come una misura punitiva, ma può servire per ricostruire determinate condizioni di lavoro, anche dal punto di vista caratteriale, e ritrovare il giusto approccio al campionato e alla Champions League. A volte può anche avere effetti negativi, ma in questo momento penso che il Napoli abbia bisogno di ritrovarsi».
Il problema dei crolli nel finale e l’emergenza infortuni
«È una situazione generalizzata. Quando non puoi lavorare a pieno regime con la squadra, diventa difficile portare a termine determinati programmi e completare il lavoro nel modo giusto. L’emergenza del Napoli penalizza tantissimo Allegri, sia nella preparazione sia nelle situazioni che si verificano in campo. Quando hai pochi giocatori a disposizione, diventa complicato gestire le partite e intervenire nei momenti decisivi».
Lukaku e De Bruyne, Mutti minimizza la tensione
«Sono momenti di tensione che a volte non riesci a smaltire direttamente in campo. Basta una parola in più o un atteggiamento del compagno per creare uno screzio. Nello spogliatoio ho visto anche situazioni molto più pesanti, quindi non mi meraviglio che possano esserci dissapori tra compagni. Spesso si risolvono tranquillamente, perché sono momenti in cui non hai la lucidità necessaria per rispondere nel modo giusto e il nervosismo prende il sopravvento. Non starei troppo a rimuginare su questi episodi. L’importante è che la squadra sappia ritrovare compattezza, smaltire le tensioni e ripartire dal lavoro e dalle motivazioni».
Allegri, la Lazio può essere la medicina giusta
«È una partita molto delicata. Potrebbe essere la medicina giusta per ripartire e lasciarsi alle spalle questo momento, ma potrebbe anche diventare un’altra mazzata, complicando ancora di più la gestione. Allegri ha esperienza ed è abituato a lottare, quindi credo che sappia trovare le contromisure necessarie. È chiaro, però, che deve avere a disposizione i giocatori. In questo momento il Napoli è penalizzato dalle assenze e dalla situazione della rosa. Riuscire a vincere contro la Lazio sarebbe davvero un toccasana, non per risolvere immediatamente tutti i problemi, ma per ripartire con l’entusiasmo giusto. Dopo la sosta bisognerà poi avere l’ambizione di recuperare terreno e sistemare la classifica».
Le parole di Højlund e il confronto con Allegri
«Sicuramente certe dichiarazioni possono dare fastidio. Prima di esprimere un giudizio generale, ogni giocatore deve fare un esame di coscienza e chiedersi che cosa abbia dato alla squadra, se abbia fatto tutto quello che poteva. In questi momenti bisogna essere consapevoli delle difficoltà e capire che i compagni stanno cercando di dare quello che l’allenatore si aspetta. A volte è meglio mantenere il silenzio o usare parole di conforto, perché sappiamo che la squadra è in difficoltà. L’allenatore fa bene a proteggere il gruppo. Anche lui è coinvolto in questo momento complicato e deve cercare di gestirlo con pazienza. Allegri deve continuare a lavorare a testa bassa, senza lasciarsi condizionare dalle polemiche, e preparare la partita contro la Lazio nel modo migliore».
Il campo resta l’unico giudice
«È una situazione complicata da gestire e serve grande pazienza. Bisogna lavorare, cercare di avvicinarsi alla partita con la Lazio nel modo giusto e lasciare che siano i risultati a parlare. Le chiacchiere devono lasciare spazio al campo, perché è l’unico giudice incontrovertibile».