Padovan: «Napoli, cederei Lukaku e De Bruyne. Allegri resta il re della gestione dello spogliatoio»
Scritto da Ciro Gaipa il 20 luglio 2026
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Giancarlo Padovan.
Padovan ha analizzato il Mondiale appena concluso, soffermandosi sulla finale tra Spagna e Argentina: «La Spagna ha meritato pienamente il risultato, è stata nettamente superiore e ha condotto la partita. L’Argentina, secondo me, è entrata in campo con l’idea di arrivare ai rigori o ai supplementari e non per giocarsela davvero. Se la finale è rimasta aperta fino al 120′, però, è anche perché la Spagna non ha un attaccante di livello assoluto e ha fatto fatica a segnare per tutta la competizione. Anche ieri questo limite è emerso».
Il giornalista ha poi commentato il futuro di Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne, due dei giocatori più importanti del Napoli: «Se il Napoli può liberarsi di entrambi dal punto di vista economico e dell’organico, secondo me dovrebbe farlo. Preferirei una linea più giovane, volti nuovi e maggiore freschezza. De Bruyne mi sembra ormai in fase calante e lo aveva già dimostrato nella seconda parte della scorsa stagione. Lukaku è un giocatore che può ancora fare la differenza, ma ha un ingaggio pesante e ha già 33 anni. Il Napoli deve liberarsi dei contratti troppo onerosi e dei giocatori che rischiano di essere in sovrannumero».
Padovan ha poi affrontato il tema dello scetticismo che accompagna Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli: «Allegri deve giocare meglio per superare lo scetticismo. È un grande vincente quando ha squadre forti, e il Napoli è una squadra forte. Quando invece ha allenato formazioni di livello medio, come il Milan, ha avuto più difficoltà. Da almeno quattro anni non è più un vincente e le sue squadre spesso giocano male. A Napoli sono passati Sarri, Spalletti e Conte, allenatori che hanno vinto ma anche mostrato un calcio di alto livello. Per questo la piazza è diventata esigente e ha sviluppato un palato particolarmente raffinato».
Secondo Padovan, tuttavia, i risultati potrebbero rapidamente cambiare la percezione dell’allenatore: «Lo scetticismo si supera con i risultati. Se Allegri dovesse portare il Napoli in fuga per lo scudetto o comunque nelle primissime posizioni, il modo di giocare passerebbe in secondo piano. Non credo che cambierà il suo modello: resta l’allenatore del corto muso e della conservazione. Però, se riuscirà a sfruttare le caratteristiche tecniche della rosa e a ottenere risultati importanti, il Napoli potrebbe dimenticare anche il modo in cui gioca. Inoltre Allegri è probabilmente il più grande gestore di spogliatoi al mondo. Riesce a domare gruppi difficili e situazioni molto complicate, e questo rappresenta sicuramente un grande vantaggio».
Infine, Padovan ha analizzato il mercato della Serie A, prevedendo una sessione caratterizzata soprattutto dalla necessità di contenere i costi: «Mi aspetto un mercato povero, votato più alle cessioni che agli acquisti. Sono arrivati al pettine i nodi di anni in cui si è cercato di vivacchiare e ora ci troviamo davanti a una situazione difficile. Serviranno soprattutto idee e intuizioni. Napoli, Juventus, Roma e gli altri grandi club dovranno razionalizzare le rose, perché il monte ingaggi e il numero di giocatori sono eccessivi. Il problema è che alcuni calciatori con determinati stipendi non li vuole nessuno, perché non rappresentano una soluzione. Sarà quindi un mercato molto complicato, senza grandi colpi di teatro perché spesso non ci sono le risorse per poterli realizzare».