Pasculli: “Napoli, attento al Lecce. Conte avrà il cuore diviso. Maradona? Il calcio di oggi non gli piacerebbe”

Scritto da il 13 marzo 2026

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Pedro Pablo Pasculli, ex calciatore del Lecce.

Napoli-Lecce? Sicuramente il Napoli troverà un Lecce combattivo, una squadra che andrà a giocarsi la partita e che non vorrà perdere. Il Lecce sta lottando per la salvezza insieme ad altre squadre e ogni punto è fondamentale. Per questo motivo mi aspetto una partita non facile per il Napoli, perché il Lecce verrà al Maradona per provare a portare via qualcosa.

Antonio Conte? Lo conosco bene e so che per lui sarà una partita particolare. Lui è leccese, ma adesso è l’allenatore del Napoli e vorrà il massimo dalla sua squadra. Il lavoro è il lavoro, però dentro di sé avrà sempre un cuore leccese. Io spero che il Lecce possa fare una grande partita, ma so anche che Conte preparerà la gara con grande attenzione.

Il calendario del Lecce nelle prossime settimane è molto difficile: Napoli, Roma, Atalanta e Bologna. Sono quattro partite complicate, ma nel calcio può succedere di tutto. Io ricordo quando con il Lecce siamo andati all’Olimpico a Roma e abbiamo vinto. Il calcio è così: bisogna pensare partita dopo partita e provare a fare più punti possibile per raggiungere la salvezza.

Il futuro di Conte? Non l’ho sentito recentemente, lui vive con la famiglia a Torino anche se ha sempre il legame con Lecce. So che ha ancora un anno di contratto con il Napoli, poi a fine stagione si siederà con la società per capire il futuro. Dipende sempre dai risultati e dal progetto che ci sarà.

Diego Maradona e il calcio di oggi? Diego amava Napoli e i napoletani. Io ho avuto la fortuna di passare del tempo con lui, anche a casa sua, e so quanto fosse legato a questa città. Se vedesse il calcio di oggi forse si metterebbe le mani nei capelli. Prima era un calcio diverso: quando Diego prendeva la palla puntava la porta, saltava gli avversari, cercava sempre la giocata. Oggi invece spesso si gioca molto all’indietro, si torna dal portiere e si costruisce lentamente. Negli anni ’80 il campionato italiano era il più bello del mondo. C’erano campioni come Maradona, Platini, Zico, Falcao, Junior, Antonioni, Ancelotti. Oggi il livello è cambiato e secondo me la Serie A non è più il campionato numero uno.

Hojlund? È un ottimo giocatore, ha forza fisica e mi sembra anche un ragazzo semplice e umile. Il consiglio che posso dargli è proprio questo: continuare a lavorare con umiltà e sfruttare la grande spinta del pubblico di Napoli. I tifosi napoletani sono fantastici, hanno un sangue molto simile a quello argentino e vogliono sempre il massimo dalla squadra“.


Avellino Benevento

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