Rubavano farmaci antitumorali, sgominata banda
Scritto da Laura De Gisi il 10 marzo 2026
Si erano specializzati nel furto di farmaci antitumorali salvavita i componenti di una banda criminale sgominata da un’operazione dei carabinieri Napoli Vomero tra Napoli, Catania e Melito di Napoli.
Le indagini, coordinate dalla VII sezione Sicurezza urbana della procura partenopea (sostituto procuratore Maurizio De Marco), e condotte dal maggio 2024 all’aprile 2025, hanno preso avvio dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza e sono state successivamente sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonché perquisizioni e sequestri. E hanno consentito di accertare l’operatività di un gruppo criminale specializzato nell’esecuzione di furti ai danni delle farmacie ospedaliere dislocate sul territorio nazionale, uniche autorizzate a detenere i farmaci antitumorali salvavita.
Il gruppo, organizzato da due soggetti, si avvaleva in ogni fase esecutiva, a rotazione, di complici diversi ed aveva legami con una rete di ricettatori che riforniva con una certa continuità. Sono stati ricostruiti quattro furti di medicinali al Policlinico universitario Federico II di Napoli, commessi rispettivamente il 31 maggio, il 18 agosto, il 2 settembre ed il 10 dicembre, tutti del 2024, per un danno stimato per il Servizio sanitario nazionale dal valore complessivo di circa 3,5 milioni di euro, in tre dei quali figura quale basista una guardia giurata in servizio in una delle società appaltatrici del servizio di vigilanza.
La custodia in carcere è stata applicata per quest’ultimo e i due soggetti con un ruolo organizzativo; gli arresti domiciliari per le persone che via via formavano le cosiddette paranze, mentre le altre misure sono adottate nei confronti dei responsabili della ricettazione dei farmaci antitumorali, dal valore di oltre un milione di euro, sottratti presso la sede del distretto n. 30 dell’Asl Na 1 Centro il 28 aprile 2024, in occasione di un quinto furto. Risultano infine indagati a piede libero altri ricettatori, anche di farmaci pericolosi per la salute perché contraffatti, adulterati o in cattivo stato di conservazione. La professionalità dimostrata nell’esecuzione dei furti non si estendeva alla catena del freddo necessaria per la conservazione delle sostanze farmacologicamente attive rendendo i farmaci ricettati potenzialmente dannosi.