Scotto: “Il Napoli deve tornare a fare il Napoli. Player trading sì, ma senza indebolire la squadra”
Scritto da Ciro Gaipa il 1 settembre 2026
Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Punto Nuovo, il giornalista Giovanni Scotto ha analizzato il mercato del Napoli, soffermandosi sulla gestione della rosa, sul caso McTominay, sulle prossime sfide contro Inter e West Ham e sull’idea tattica di Massimiliano Allegri.
«Mercato? È stato un mercato non bello da seguire, soprattutto per i tifosi. Vedere le altre squadre italiane, comprese quelle considerate meno competitive, rinforzarsi e fare acquisti importanti ha generato inevitabilmente delle perplessità. Per questo, quando si parla di operazioni legate al player trading, bisogna anche raccontarle nel modo giusto. Il player trading è una pratica assolutamente lecita e può essere utile, ma non deve generare confusione nei tifosi. Se acquisti un giovane calciatore con l’obiettivo di valorizzarlo e poi eventualmente rivenderlo, bisogna dirlo chiaramente. Il Napoli deve prima di tutto costruire una squadra competitiva e poi pensare alle eventuali plusvalenze.
McTominay? Innanzitutto gli faccio un grande in bocca al lupo. Il Napoli ha presentato la situazione nel modo più soft possibile, parlando di una lieve aritmia benigna, ma si tratta comunque di un intervento chirurgico e quando si parla di problematiche cardiache è normale che ci sia apprensione. Detto questo, da quello che sappiamo, dovrebbe essere un problema risolvibile in tempi non lunghissimi. Una persona comune, dopo un intervento di questo tipo, può recuperare nel giro di alcune settimane e immagino che un calciatore professionista possa farlo anche più rapidamente grazie al monitoraggio e al lavoro specifico. Per fortuna arriva anche la sosta, che permetterà di non perdere troppe partite. McTominay non era apparso al meglio nelle prime due gare, quindi Allegri dovrà capire come sostituirlo. Ci sono altre soluzioni a centrocampo e penso che il Napoli possa sopperire alla sua assenza per un periodo limitato. Tra De Bruyne e gli altri centrocampisti a disposizione, la rosa ha comunque le alternative per gestire questa situazione.
Le prossime partite? È giusto dire che le previsioni catastrofiche dei tifosi, con chi parla già di sesto, settimo o ottavo posto, non hanno senso. Bisogna vivere il presente, ma senza esagerare. È chiaro però che la situazione non è ideale, perché il Napoli arriva da una sconfitta che ha fatto rumore e adesso affronta due partite molto difficili. Perdere contro squadre come l’Inter o il West Ham può succedere, perché sono avversarie forti. Il problema è che, dopo la sconfitta contro il Como, altri risultati negativi potrebbero abbassare ulteriormente il morale. Ecco perché questa settimana è particolarmente delicata.
Il Napoli, secondo me, si presenta ai nastri di partenza più debole rispetto a prima. Ha perso giocatori importanti e in alcuni casi le sostituzioni non sembrano essere dello stesso livello. La sconfitta contro il Como, inoltre, pesa perché alla fine del campionato resterà comunque una sconfitta interna contro una squadra che può essere una diretta concorrente per un posto in Champions League. De Laurentiis ha capito molto bene come funziona il calcio moderno e ha avuto spesso intuizioni importanti. Però c’è una cosa che, secondo me, non vuole capire fino in fondo: per alimentare entusiasmo, per riempire gli stadi e per dare benzina all’ambiente, bisogna comprare giocatori importanti. Poi un acquisto può andare bene o male, questo fa parte del calcio. Ma devi mettere l’allenatore nelle condizioni di lavorare con una squadra che non sia più debole rispetto a quella dell’anno precedente. Allegri ha diritto ad avere una rosa competitiva e all’altezza degli obiettivi dichiarati.
Player trading? Il Napoli deve tornare a fare quello che storicamente gli ha permesso di crescere: acquistare giocatori giovani, valorizzarli e, quando necessario, realizzare delle plusvalenze. Però bisogna sbagliare il meno possibile. Ci sono stati tanti acquisti che finora non hanno dato il contributo sperato. Alcuni giovani sono stati mandati in prestito, altri non hanno trovato spazio e altri ancora hanno avuto difficoltà. Il trading funziona benissimo quando hai un sistema organizzato e sbagli pochi acquisti. Puoi sbagliare ogni tanto, ma non puoi permetterti ogni anno due o tre operazioni che poi non producono risultati. Anche la gestione della rosa è diventata un problema. Il Napoli ha tanti giocatori fuori lista o difficili da piazzare e questo rischia di condizionare anche il mercato futuro. A gennaio, per fare spazio a un nuovo rinforzo, potrebbe essere necessario prima effettuare delle cessioni. Il rischio è quello di ritrovarsi nuovamente con gli stessi problemi.
Allegri? È sempre il solito Allegri, nel senso che la sua idea di calcio è chiara. Gli piace saper soffrire, soprattutto contro avversari di qualità, e poi provare a colpire in velocità sfruttando le caratteristiche dei suoi giocatori e anche i cambi durante la partita. Questo sistema funziona meglio quando hai una difesa molto solida, come quella della Juventus dei tempi di Bonucci, Barzagli e Chiellini. Con difensori di quel livello è più semplice aspettare, soffrire e poi ripartire. Oggi, però, il Napoli ha caratteristiche diverse. Allegri sta cercando di fare il suo calcio con i giocatori che ha a disposizione, ma probabilmente ritiene di non avere gli uomini ideali per un palleggio costante nella metà campo avversaria o per un pressing alto e aggressivo per novanta minuti. Il Como ha avuto sicuramente molti meriti. È una squadra organizzata, corta, compatta e capace di giocare bene negli spazi stretti. Però il Napoli ha commesso anche due errori decisivi e ha pagato caro alcuni episodi.
L’assenza di McTominay potrebbe anche portare Allegri a cambiare qualcosa. Con De Bruyne titolare e una soluzione diversa a centrocampo, magari potremmo vedere un Napoli più alto, più coraggioso e meno chiuso. Una squadra che osi di più e che permetta anche ai difensori di respirare maggiormente. La strategia tattica di Allegri non mi sorprende, perché è coerente con la sua storia. Il punto vero sarà capire se i giocatori che ha oggi a disposizione sono davvero quelli più adatti per applicarla. E le prossime partite ci diranno molto sulla capacità del Napoli di reagire dopo questa sconfitta».