Perché l’anno inizia il 1° gennaio?

Scritto da il 2 gennaio 2026

Perché l’anno inizia il 1° gennaio? 

Non è affatto naturale che l’anno inizi il 1° gennaio. È una convenzione, e come tutte le convenzioni… qualcuno l’ha decisa. E quel qualcuno è Giulio Cesare.

Nell’antica Roma l’anno iniziava a marzo

Prima della riforma cesariana, il calendario romano cominciava a marzo, il mese della primavera. Ecco perché settembre, ottobre, novembre e dicembre significano ancora oggi settimo, ottavo, nono e decimo mese.

Il problema? Il calendario aveva 355 giorni, troppo pochi rispetto all’anno solare. Col tempo si creò un disallineamento enorme tra stagioni e calendario.

Entra in scena Giulio Cesare (46 a.C.)

Per rimettere ordine, Cesare introduce il calendario giuliano, elaborato dall’astronomo Sosigene:

  • anno di 365 giorni
  • anni bisestili
  • inizio dell’anno fissato al 1° gennaio

Perché proprio gennaio? Perché dedicato a Giano, il dio dei passaggi e dei nuovi inizi, raffigurato con due volti: uno verso il passato, uno verso il futuro.

Ma il 1° gennaio non si impose subito

Per secoli, in Europa l’anno iniziò in date diverse:

  • in alcune zone a Natale
  • altrove a Pasqua
  • a Firenze, ai tempi di Dante, il 25 marzo

Insomma: un caos.

La grande sistemazione: il calendario gregoriano (1582)

Papa Gregorio XIII riforma il calendario per correggere lo slittamento accumulato nei secoli. Taglia 10 giorni, rivede i bisestili e ristabilisce il 1° gennaio come inizio dell’anno.

Ma non basta: l’adozione universale arriva solo nel 1691, con Papa Innocenzo XII.

In sintesi

  • Giulio Cesare fissò il Capodanno al 1° gennaio.
  • Ci vollero 17 secoli perché tutta l’Europa si uniformasse.
  • La scelta è simbolica, non astronomica: gennaio è il mese di Giano, il dio dei nuovi inizi.

Avellino Benevento

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