Belardi: “Juve-Napoli non è mai banale. Gli azzurri sono avanti mentalmente”

Scritto da il 23 gennaio 2026

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Emanuele Belardi, ex Napoli.

Juve-Napoli?
“Non è mai una partita banale, c’è una rivalità sana e una competizione forte. È una gara che vale molto per entrambe le squadre, perché si giocano carte importanti in ottica scudetto. Da quando è arrivato Spalletti, la Juventus ha intrapreso un nuovo percorso, mentre il Napoli è il detentore del titolo. Sarà sicuramente un bel match”.

Di Gregorio e Milinković-Savić?
“Queste partite, di solito, non sono molto impegnative per i portieri perché sono gare molto tattiche e bloccate. Poi, nel calcio, non si sa mai: può sempre succedere qualcosa. In genere sono partite molto tirate, vedremo chi avrà la meglio”.

Chi ha più pressione?
“Credo che il Napoli sia leggermente avanti, anche più di un pelino. In tre anni ha vinto due scudetti e l’assetto della squadra è più collaudato rispetto alla Juventus di Spalletti. A livello mentale il Napoli parte davanti, anche se poi il campo dice sempre la sua. La Juve non ci ha ancora dato la certezza di che squadra sia davvero. Se il Napoli fa il Napoli, può battere chiunque e in qualsiasi modo”.

Vergara?
“Per lui è sicuramente una grande emozione, è cresciuto nel Napoli. È un buon giocatore e quando è stato chiamato in causa ha fatto vedere cose interessanti. L’anno scorso in Serie B ha fatto bene, poi c’è un allenatore che lo valuta quotidianamente. Se c’è la possibilità, bisogna dargli l’opportunità di giocare, anche considerando i tanti infortuni e le assenze. È giusto misurare il livello di questi ragazzi”.

Mercato?
“Non è facile prendere solo nomi altisonanti, bisogna fare i conti con aspetti finanziari importanti. A volte serve la bravura di fare il colpo giusto, prendere un giocatore di prospettiva e funzionale alla squadra. Ci sono allenatori bravi e giocatori bravi, ma servono anche dirigenti capaci di scegliere. Bisogna saper scovare i talenti, perché ci sono”.

Spalletti-Conte?
“Quando facevo il calciatore, una volta entrato in campo non sentivo nulla di esterno. È uno scontro nello scontro. Conte ha fatto la storia della Juventus, Spalletti ha realizzato un capolavoro a Napoli. Tutto questo aggiunge ulteriore sale a una partita già bellissima”.

Meret?
“Conte all’inizio è stato molto chiaro: ha voluto anche Milinković per rinforzare il reparto. Se Alex fosse stato disponibile, avrebbe giocato le sue partite alternandosi, come era l’obiettivo iniziale. Meret è stato protagonista dei due scudetti, ha fatto vedere cose importanti ed è uno dei portieri italiani più forti attualmente in circolazione”.

 


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