Cannella: “Con il mercato a saldo zero servono idee e giovani italiani. Sulle parole di Spalletti…”
Scritto da Ciro Gaipa il 27 gennaio 2026
In diretta a Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport, è intervenuto Giuseppe Cannella, direttore sportivo e intermediario.
Sulle parole di Spalletti:
«L’ho sempre definito il Mourinho italiano, ma non bisogna prendersela. Da fuori non è mai facile giudicare: Spalletti è un po’ geloso di ciò che ha costruito a Napoli e a Conte brucia ancora la partita di domenica. Ora però serve pensare alla Champions. Fare silenzio sarebbe la scelta migliore, perché certe dichiarazioni alimentano solo polemiche in un gruppo che già vive un momento di difficoltà».
Su Juventus-Napoli e sul momento della squadra:
«Il risultato pesa. In questi dieci giorni si decide gran parte della stagione del Napoli, tra campo e infortuni. I risultati che non arrivano e un’Inter che prende il largo possono lasciare una traccia profonda. Adesso è fondamentale fare risultato, restare uniti e fare gruppo, cercando di dare il massimo in ogni partita fino alla fine».
Sulla Champions League:
«Ogni partita è determinante. Quando sei il Napoli campione d’Italia e hai un allenatore stimato come Conte, ogni gara conta, anche contro le cosiddette piccole. In Europa il Napoli deve dimostrare il proprio valore: se vinci hai fatto il tuo dovere, altrimenti rischi di condizionare negativamente il resto della stagione. In una grande società bisogna accettare giudizi e critiche: fa parte del peso di un grande allenatore».
Sugli infortuni:
«Quando tratti tutti i calciatori allo stesso modo vai incontro a questi problemi. Serve un lavoro personalizzato, basato anche sullo storico muscolare dei singoli. Allenatori come Conte e Italiano lavorano in modo molto intenso e gli infortuni aumentano, ma se vuoi mantenere alto il livello devi accettare questo rischio, ottimizzando però il lavoro fisico con percorsi diversi per ogni giocatore».
Sulla lotta Scudetto:
«Il calcio è cambiato, tra sostituzioni e regolamenti, ma le dimensioni del campo sono sempre le stesse. Se hai qualcosa in più dell’avversario può succedere di tutto. Oggi Inter e Milan hanno un valore superiore e sono in fiducia, ma nel calcio nulla è scontato».
Sul mercato a saldo zero:
«Bisogna ottimizzare il lavoro. Cambiaghi e Vergara sono profili interessanti, io avrei preso anche Palestra e Brescianini: giovani, italiani e di prospettiva. Quando vivi una situazione economica complicata devi saper sfruttare al meglio ciò che il mercato offre, e Manna lavorerà in questa direzione».
Sugli investimenti bocciati:
«A De Laurentiis brucerà, e non sarà soddisfatto, così come Conte e Manna. Dall’esterno non possiamo sapere tutto, ma parliamo di calciatori comunque visionati, come Lucca, Lang e Beukema. Se poi si preferisce Juan Jesus, significa che qualcuno è stato bocciato. La proprietà dovrà farsi delle domande, anche perché la spesa è stata importante sia per i cartellini sia per gli ingaggi. Sembra di rivedere il mercato di due anni fa, con molte bocciature: serviranno riflessioni».