Thiago Motta per il dopo Conte? Canovi non chiude le porte: “Profilo da top club, Napoli opzione concreta”

Scritto da il 8 aprile 2026

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Dario Canovi, membro dell’entourage di Thiago Motta.

Parliamo di un’ipotesi lontana: Thiago Motta come futuro allenatore del Napoli. Potrebbe essere il progetto giusto da cui ripartire? Assolutamente sì. Thiago può allenare qualsiasi grande squadra, non solo in Italia. Nonostante la parentesi con la Juventus, è un allenatore di primissima fascia. L’ipotesi Napoli non è nuova. Se n’era parlato già nel 2023 per il dopo Spalletti. C’erano contatti concreti, ma i tempi non erano maturi. Ora, guardando anche alla nazionale: Antonio Conte ha detto, chiaramente, che se fosse la nazionale, lui stesso si chiamerebbe. Conte è certamente un allenatore adatto, ma il problema principale non è l’allenatore, è il gioco, sono i giocatori.

Crisi del calcio italiano? In questo momento siamo poveri di talenti. Qualche giovane c’è, ma spesso a 23 anni in Spagna, Francia o Inghilterra, quel giovane non è più considerato tale. Questo è il nostro problema. L’Italia gioca un calcio più lento di tutta Europa. Siamo una nazione di terza fascia. Se una squadra come la Bosnia riesce a giocare meglio della nostra nazionale per un tempo intero, la verità è chiara: la qualità del calcio italiano è calata. Non parliamo di prime squadre, parliamo di una squadra fuori dalle prime cinquanta al mondo.

Per capire la differenza, basta guardare il calcio europeo: Liverpool-Manchester City, Real Madrid-Bayern Monaco. Questo è calcio che diverte, che chiama la gente allo stadio. Noi giochiamo lento, poche occasioni, poche emozioni. Non è colpa dei singoli allenatori, è colpa della qualità del gioco. Malissimo. Fortunatamente non siamo andati ai Mondiali: avremmo incontrato Spagna, Inghilterra, Francia… e avremmo fatto una figura barbina. Così abbiamo tempo per fare le riforme indispensabili.

Quali riforme? Prima di tutto le seconde squadre. I club di Serie A e B devono obbligatoriamente investire sui giovani, creare accademie, dare opportunità concrete. Guardate il Barcellona: i ragazzi di 18 anni giocano già in seconda squadra, crescono con esperti, imparano a vincere. Da noi? Pochissime squadre hanno una seconda squadra funzionale. Milan, Juve, Atalanta, Inter… solo alcune, e spesso senza continuità. Questo è uno dei problemi principali.

E tornando a Thiago Motta: quest’anno non siamo stati fermi. Il telefono ha squillato più volte, ci sono state idee e contatti. Se Motta dovesse sedersi sulla panchina del Napoli, sarebbe un progetto serio, un percorso chiaro, una visione a medio termine. Perché il calcio italiano ha bisogno di competenza, di metodi, di mentalità, e Thiago è uno di quelli che può portare tutto questo”.


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