Campilongo: “Con la Lazio la peggiore gara dell’anno. Conte? Strano sentirlo così. Ora spazio a chi ha più fame”

Scritto da il 20 aprile 2026

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Salvatore Campilongo, allenatore.

Partiamo subito dall’analisi di quello che sta vivendo il Napoli in questo finale di stagione, perché le ultime due prestazioni hanno lasciato qualche dubbio. Soprattutto la gara con la Lazio è stata, secondo me, una delle peggiori dell’anno: il Napoli non è mai stato realmente in partita, non ha creato pericoli concreti e ha dato la sensazione di una squadra spenta. Paradossalmente, la Lazio si è anche difesa con ordine, ma ho avuto l’impressione di una partita in cui gli azzurri non riuscivano proprio a trovare energie né idee. Anche a Parma non era stato brillante, ma lì forse c’era più una questione fisica, di stanchezza. Con la Lazio invece è sembrato proprio un blocco mentale. E questo, per una squadra allenata da uno come Antonio Conte, è un segnale un po’ strano. Conte è sempre stato sinonimo di intensità, di carica, di fame“.

Conte in conferenza ha detto che il secondo posto è “il primo dei perdenti”. Parole forti: possono incidere sul gruppo?

Sinceramente sì, mi hanno colpito anche a me. Conoscendo Conte, che è un allenatore molto carismatico, è strano sentire un messaggio del genere in questa fase. Forse però è una reazione a una situazione che lui percepisce piatta, e allora prova a smuovere qualcosa. Però in questi casi, secondo me, serve anche dare spazio a chi ha più energia, più entusiasmo. Io in questo momento vedo alcuni giocatori un po’ scarichi, come Frank Anguissa o anche altri centrocampisti che non stanno rendendo al massimo. E allora forse qualche cambio, qualche rotazione in più potrebbe aiutare“.

Quindi secondo lei servirebbe più spazio alle seconde linee?

Sì, perché quando arrivi a questo punto della stagione, se vedi che qualcuno non rende, devi provare a cambiare qualcosa. Io darei spazio a chi ha più voglia, più fame. Anche perché ci sono giocatori che possono dare qualcosa di diverso, soprattutto in termini di freschezza e imprevedibilità“.

Si è parlato anche delle parole di De Laurentiis: possono aver inciso sul gruppo?

No, sinceramente non credo. Le parole di un presidente fanno parte del contesto, ma in campo vanno i giocatori. Sono professionisti, sono abituati a tutto questo. Alla fine quello che conta è la prestazione, non quello che si dice fuori. Il problema del Napoli in queste ultime partite non è questo, ma una mancanza di energia, di brillantezza, e forse anche di condizione in alcuni elementi chiave“.

C’è anche il tema di alcune scelte tecniche, come l’utilizzo di Alisson Santos. Lei come la vede?

Io, personalmente, lo farei giocare di più.È un giocatore che quando entra cambia ritmo alla partita, salta l’uomo, crea superiorità. È uno di quelli che può spaccare le gare.Poi chiaramente decide l’allenatore, ma io in certe partite lo metterei dall’inizio, perché può dare qualcosa che altri non danno“.

Quindi anche il sistema di gioco andrebbe rivisto?

Sì, perché se una partita si incanala male, bisogna avere il coraggio di cambiare. Contro squadre chiuse come la Lazio, magari passare a un sistema più offensivo, più fluido, può aiutare. Non si può restare sempre con lo stesso spartito se la gara non si apre“.

Conte lo vede più a Napoli o in Nazionale il prossimo anno?

Difficile dirlo. Parliamo di una scelta personale. Il Napoli è un club importante, strutturato, competitivo. La Nazionale invece è un altro tipo di lavoro, più “di gestione”, con meno continuità quotidiana. Dipende da cosa vuole Conte per il suo futuro. Se vuole continuare un progetto forte di club o se invece vorrà provare un’esperienza diversa. Io credo che la decisione sarà solo sua“.


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