Gettoni di presenza e rimborsi, due consiglieri indagati
Scritto da Laura De Gisi il 19 maggio 2026
Sequestro di oltre 18mila euro della Guardia di Finanza e della Procura di Torre Annunziata nei confronti di due consigliere comunali di Torre Annunziata, e di una terza persona, sindacalista e parente di uno dei due consiglieri, a cui vengono contestati, a vario titolo, i reati di truffa ai danni del Comune, falsità ideologica e falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulle qualità personali proprie.
Il provvedimento emesso dal gip è stato notificato dai finanzieri a Fabio Giorgio, capogruppo del Pd, dimessosi dopo le dichiarazioni rese dal procuratore Nunzio Fragliasso in occasione dell’inizio dell’opera di demolizione di Palazzo Fienga. L’altro consigliere a cui è stato notificato il sequestro è Gaetano Ruggiero, anche lui del Pd.
L’indagine, scattata dopo la denuncia del segretario generale di Torre Annunziata, riguarda i gettoni di presenza e i rimborsi erogati dal Comune.
Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari, i reati risalgono dal primo aprile 2025 al 31 luglio 2025, e dall’ottobre 2024 all’ottobre 2025. Dalle indagini è emerso che i due consiglieri comunali indagati, attraverso false dichiarazioni, avrebbero indotto il Comune di Torre Annunziata a erogare indebitamente ai rispettivi datori di lavoro rimborsi relativi alle ore dedicate alla loro partecipazione alle sedute delle commissioni consiliari di cui facevano parte e ai relativi trasferimenti dai luoghi di lavoro alla sede comunale e viceversa.
L’indagine, scattata dopo la denuncia del segretario generale di Torre Annunziata, riguarda i gettoni di presenza e i rimborsi erogati dal Comune.
Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari, i reati risalgono dal primo aprile 2025 al 31 luglio 2025, e dall’ottobre 2024 all’ottobre 2025. Dalle indagini è emerso che i due consiglieri comunali indagati, attraverso false dichiarazioni, avrebbero indotto il Comune di Torre Annunziata a erogare indebitamente ai rispettivi datori di lavoro rimborsi relativi alle ore dedicate alla loro partecipazione alle sedute delle commissioni consiliari di cui facevano parte e ai relativi trasferimenti dai luoghi di lavoro alla sede comunale e viceversa.
Uno dei due consiglieri comunali avrebbe proceduto, in concorso con il padre, alla costituzione fittizia di un rapporto di lavoro ad hoc, di fatto inesistente, presso una sede lavorativa sita in un’altra regione, a una distanza dalla sede del Comune, tale da giustificare l’intera giornata di assenza dal lavoro, per partecipare alle sedute delle commissioni consiliari di cui faceva parte.