Napoli, De Paola sul futuro: “Allegri dovrà dimostrare di essere ancora attuale”
Scritto da Ciro Gaipa il 4 giugno 2026
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Paolo De Paola, giornalista.
«La scelta di celebrare il centenario del Napoli a Castel di Sangro è certamente particolare. Non è una decisione ordinaria e probabilmente potrà generare qualche perplessità tra i tifosi, che avrebbero immaginato una ricorrenza così importante vissuta pienamente in città. Tuttavia credo che questo sia soltanto il primo momento celebrativo di un percorso che accompagnerà il club per tutta la stagione. Conoscendo De Laurentiis, difficilmente si limiterà a un solo evento. Probabilmente assisteremo a una serie di iniziative distribuite nel tempo.
Per quanto riguarda la panchina, il passaggio da Antonio Conte a Massimiliano Allegri ricorda molto quello che accadde alla Juventus nel 2014. Conte lasciò in eredità una cultura del lavoro rigorosa, una disciplina ferrea e un’organizzazione che Allegri fu bravissimo a sfruttare, vincendo poi cinque scudetti consecutivi. Per questo motivo non escludo che qualcosa di simile possa accadere anche a Napoli.
Detto questo, resto piuttosto scettico sulla scelta di Allegri. Non discuto assolutamente la sua carriera, che resta straordinaria, ma nel calcio conta il presente. L’ultimo grande successo di Allegri risale ormai al 2019 e negli ultimi anni, rispetto ad altri allenatori come Conte, Spalletti o Gasperini, ha raccolto molto meno. Conte ha vinto due scudetti, Spalletti uno, Gasperini ha conquistato l’Europa League. Allegri invece, nello stesso periodo, ha portato a casa soltanto una Coppa Italia. È un dato che non può essere ignorato.
Il curriculum è importante, ma nel calcio non basta. Fa parte della storia, non dell’attualità. E oggi bisogna capire se Allegri sia ancora in grado di incidere ai massimi livelli come ha fatto in passato.
Per quanto riguarda la rosa, credo che uno degli aspetti più interessanti emersi dalle ultime parole di De Laurentiis sia stato il riferimento a un allenatore capace di valorizzare tutta la squadra e non soltanto alcuni elementi. Mi è sembrata una frecciata abbastanza evidente a Conte. Durante la scorsa stagione ci sono stati giocatori che hanno trovato poco spazio e che forse si aspettavano una considerazione diversa. Allegri, da questo punto di vista, potrebbe avere un approccio differente.
La vera eredità che Conte lascia al Napoli non è soltanto tecnica, ma soprattutto culturale. La disciplina del lavoro, l’intensità quotidiana e l’organizzazione costruita negli ultimi anni rappresentano un patrimonio importante che Allegri potrà sfruttare.
Dal punto di vista tattico non credo a un Napoli costruito stabilmente sulla difesa a tre. Mi aspetto piuttosto un ritorno al 4-3-3 o, in determinate circostanze, anche al 4-4-2. La rosa offre tante soluzioni e Allegri ha sempre dimostrato di essere un allenatore pragmatico, capace di adattare il sistema di gioco alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione.
Molto dipenderà anche dal mercato. Sarà interessante capire quali saranno i punti fermi del nuovo progetto e quali profili potranno eventualmente arrivare. Penso ai nomi che stanno circolando, come Rabiot o Vlahovic, ma soprattutto sarà importante capire quali leader tecnici Allegri individuerà all’interno dell’attuale organico.
Allegri ha sempre avuto una caratteristica precisa: la capacità di costruire il proprio lavoro attorno ad alcuni riferimenti forti. È un allenatore che sa gestire il gruppo e che generalmente riesce a trovare il modo giusto per coinvolgere i giocatori. Tuttavia esiste anche un aspetto che negli ultimi anni ha rappresentato un limite: spesso le sue squadre hanno mostrato un calo nella seconda parte della stagione e la proposta di gioco è apparsa meno incisiva col passare del tempo.
Questo, probabilmente, è il vero interrogativo che accompagnerà la sua esperienza a Napoli. Nessuno mette in discussione la sua esperienza o il suo valore, ma bisognerà capire se riuscirà a proporre qualcosa di sufficientemente moderno ed efficace per restare competitivo fino in fondo su tutti gli obiettivi».