La morte del piccolo Domenico Caliendo, c’è l’accordo per il risarcimento
Scritto da Valentina Ripa il 5 agosto 2026
Per la morte del piccolo Domenico Caliendo c’è l’accordo per il risarcimento tra l’azienda ospedaliere dei Colli e la famiglia. Lo annuncia l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino. “Siamo pienamente soddisfatti, – commenta Petruzzi – e lo è anche mamma Patrizia. Il Monaldi ci ha riconosciuto il risarcimento e, soprattutto, e ci ha evitato un processo civile che avrebbe aggiunto ulteriore dolore alla famiglia. Adesso possiamo concentrarci sul procedimento penale”. Sull’entità della somma su cui c’è stato l’accordo stragiudiziale – che sarà firmato a settembre – sia il Monaldi, sia la famiglia Caliendo-Mercolino hanno sottoscritto un verbale di riservatezza. Secondo le tabelle di riferimento (quelle del tribunale ordinario di Milano) la cifra dovrebbe attestarsi a poco meno di un milione e mezzo di euro. Inizialmente la richiesta formulata dall’avvocato Petruzzi fu di tre milioni di euro. Complessivamente sono sei le persone aventi diritto al risarcimento e cioè i genitori, i fratellini e due nonni.
“È stata una procedura molto complessa governata dal nostro Comitato Valutazione Sinistri: la partita civile per l’ospedale Monaldi si chiude oggi”, si è raggiunto l’accordo su una cifra “congrua e dignitosa”. Lo ha detto l’avvocata Raffaella Di Nardo che, con il collega Arturo Testa, legali esterni dell’azienda ospedaliera dei Colli di Napoli, che – dopo l’incontro per la definizione dell’accordo stragiudiziale per il risarcimento per la morte del piccolo Domenico – si è trattenuta con i giornalisti davanti all’ospedale Monaldi. Secondo quanto reso noto dai due professionisti l’istruttoria tecnica è stata condotta da un’équipe interna di cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti e medici legali e i dettagli dell’intesa economica restano coperti da riservatezza. Entrambe le parti però confermano di avere raggiunto una cifra “congrua e dignitosa”. La firma dell’accordo, però, è stato sottolineato dai due professionisti, “non costituisce una ammissione di responsabilità. Si tratta di una valutazione prognostica sul rischio processuale per bilanciare la tutela dell’ente pubblico e delle sue risorse”. L’azienda dei Colli, inoltre, si è comunque riservata di agire in regresso e rivalsa verso chi sarà ritenuto responsabile in sede penale.