Emergenza idrica in Bassa Irpinia: blitz dei sindaci a Serino dopo il guasto ai pozzi. Alessandro Napolitano: «Necessaria una riforma strutturale»
Scritto da Bruno Gaipa il 30 agosto 2026
Emergenza idrica in Bassa Irpinia: blitz dei sindaci a Serino dopo il guasto ai pozzi. Alessandro Napolitano: «Necessaria una riforma strutturale»
Una giornata da dimenticare per ben undici comuni del Baianese, del Mandamento e del Partenio, rimasti improvvisamente a secco a causa di un grave guasto elettrico e infrastrutturale ai pozzi di Serino (nelle località di Olmo e Fontanelle). L’interruzione, che ha provocato forti disagi ai cittadini in pieno weekend e con temperature torride, ha visto la reazione immediata delle istituzioni locali.
I sindaci del territorio — tra cui Alessandro Napolitano (Mugnano del Cardinale), insieme ai colleghi di Monteforte Irpino e Mercogliano — hanno voluto verificare di persona l’entità del problema, recandosi sul posto presso la sorgente di Serino per pretendere risposte e garanzie dai tecnici dell’Alto Calore e dell’Enel.
Durante il sopralluogo è emerso un quadro complesso: un primo generatore ad alta potenza si è bloccato lungo la strada per un guasto tecnico, mentre nella notte un secondo generatore è stato interessato da un incendio, richiedendo un ulteriore intervento d’emergenza per la sostituzione e il ripristino dei motori dei pozzi.
«Non si tratta di una crisi idrica naturale, perché l’acqua in Irpinia c’è, ma di una vera e propria crisi di gestione e di infrastrutture obsolete», ha spiegato il sindaco di Mugnano del Cardinale, Alessandro Napolitano, ai nostri microfoni. «I consumi della popolazione e delle attività commerciali sono cresciuti enormemente negli anni, mentre la rete è rimasta quella di un tempo. Come comune stiamo potenziando il nostro pozzo per portare la portata a 30 litri al secondo ed essere autonomi, ma serve un intervento coordinato».
Nonostante il ripristino del servizio e il graduale ritorno alla normalità con la ricarica dei serbatoi, la tensione resta alta. I primi cittadini hanno già preannunciato un incontro in Prefettura per rappresentare formalmente il dissenso delle comunità e pretendere un piano d’azione definitivo che prevenga il ripetersi di simili emergenze.