Stop ai cellulari nel carcere di Secondigliano

Scritto da il 24 settembre 2026

“Ieri sono stati calcolati 24mila tentativi di accesso, ovviamente andati tutti male perché c’era l’inibizione delle telecomunicazioni in corso”.

L’annuncio è del sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, nel corso di una conferenza stampa al Palazzo di Governo di Napoli, ribadendo i dati forniti dal capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, sui primi risultati del sistema di inibizione delle comunicazioni telefoniche e della trasmissione dati, collaudato per la prima volta ieri pomeriggio nel carcere di Secondigliano.

L’operazione ha richiesto lo spiegamento di 250 agenti di Polizia Penitenziaria per motivi di sicurezza. “C’era il rischio di disordini e proteste da parte della popolazione detenuta – ha spiegato il sottosegretario -. Li priviamo di uno strumento fondamentale di comunicazione, soprattutto per i vertici delle organizzazioni criminali e comunque per coloro che hanno un’attitudine a delinquere superiore a quella del comune detenuto”. Non si sono registrate proteste.

“Non sono 24mila detenuti, ce ne sono 1.500 in tutto – ha precisato Balboni – ma è chiaro che se un detenuto ci ha provato cento volte si fa presto ad arrivare a 24mila”.
Il sottosegretario ha spiegato che il sistema consente comunque l’utilizzo dei cellulari da parte del personale autorizzato. “Un numero limitato di numeri telefonici può essere abilitato a oltrepassare la barriera”, ha detto, sottolineando che proprio la necessità di garantire le comunicazioni di servizio ha contribuito alla complessità della messa a punto del sistema. A dimostrazione, secondo Balboni, dell’efficacia dell’inibizione, nella sola giornata di ieri le richieste dei detenuti di poter effettuare telefonate autorizzate “sono quadruplicate”.
Alla conferenza stampa erano presenti anche il prefetto di Napoli Michele di Bari, il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele e il dirigente generale di Polizia penitenziaria Augusto Zaccariello.


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