Specchia: «Napoli, serve più identità tattica. Beukema merita maggiore spazio»

Scritto da il 12 ottobre 2026

Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Punto Nuovo, l’allenatore Paolo Specchia ha analizzato il momento degli azzurri, soffermandosi sull’identità tattica della squadra di Massimiliano Allegri e sulle difficoltà incontrate contro avversari capaci di chiudere gli spazi.

«Il Napoli e il Frosinone? Il Napoli è ancora una squadra in costruzione, che deve ritrovare soprattutto i propri effettivi. Finora è mancato qualcosa e credo che sia necessario trovare maggiore continuità, anche dal punto di vista tattico. Siamo partiti con il 4-3-3 e il 4-2-3-1, per poi passare al 3-4-2-1. Allegri è un allenatore esperto e inizialmente ha creduto di poter ottenere buoni risultati con la difesa a quattro, ma le assenze, soprattutto a centrocampo, lo hanno costretto a cercare soluzioni differenti. Quando perdi progressivamente alcune pedine, diventa inevitabile dover adattare il sistema alle risorse disponibili. Il Napoli ha comunque una rosa che gli permette di interpretare diversi moduli, perché dispone di giocatori con caratteristiche differenti. Contro il Frosinone, però, ha trovato un avversario che ha scelto di giocare con coraggio, tenendo un baricentro alto e concedendo spazi importanti. Quando affronti una squadra che viene a giocare in questo modo, le qualità dei singoli azzurri possono emergere con maggiore facilità. Il Napoli ha segnato e avrebbe potuto realizzare anche altre reti se avesse sfruttato meglio le occasioni create. Il problema è che non tutte le squadre affronteranno il Napoli con lo stesso atteggiamento. Molti avversari, soprattutto al Maradona, tenderanno a chiudersi e a ridurre gli spazi. In quelle condizioni diventa più difficile trovare la giocata decisiva e mettere in mostra le qualità offensive. Per questo bisogna capire come Allegri intenda organizzare la squadra quando sarà costretta a giocare contro difese molto basse.

Neres e Lang? David Neres è un giocatore di grande qualità, che conosciamo bene e che, quando è in condizione, può fare la differenza. Noa Lang, invece, finora ha fatto vedere soltanto in parte quello che ci si aspetta da lui. Anche nelle ultime prestazioni ha mostrato qualche limite, pur avendo margini di crescita importanti. È un giocatore che deve migliorare sotto diversi aspetti, soprattutto nella capacità di incidere con continuità e di trasformare le proprie iniziative in occasioni concrete. Credo che al Napoli manchi ancora qualcosa in termini di intensità e di identità collettiva. Gli esterni hanno provato a svolgere il lavoro richiesto dall’allenatore, ma la squadra deve crescere nella capacità di accompagnare le azioni e di creare situazioni favorevoli ai propri attaccanti. Neres può essere determinante, soprattutto se riuscirà a giocare con maggiore continuità e con la condizione necessaria per esprimere tutta la sua velocità. Anche Lang può dare un contributo importante. È un giocatore orientato alla fase offensiva, che ha bisogno di spazi per puntare l’uomo e creare superiorità. Sono fiducioso sul fatto che possa migliorare con Allegri, ma deve trovare una collocazione che gli permetta di esprimere le proprie caratteristiche. In generale, il Napoli deve imparare a sfruttare meglio le qualità dei suoi esterni, senza limitarli a compiti che rischiano di ridurne l’efficacia.

De Bruyne? Il suo rendimento con la Nazionale dimostra quanto siano importanti il contesto tattico e gli spazi a disposizione. Quando gioca con il Belgio riesce a esprimere le proprie qualità, perché trova situazioni che gli consentono di ricevere il pallone e incidere. In Italia, invece, le partite sono spesso molto più chiuse e gli avversari adottano un atteggiamento difensivo esasperato. Se non ci sono spazi, anche un campione come De Bruyne può incontrare difficoltà. Non bisogna quindi giudicare un giocatore soltanto sulla base delle prestazioni individuali, ma anche in relazione al modo in cui la squadra lo mette nelle condizioni di rendere. Se De Bruyne riceve il pallone e davanti a sé trova una difesa schierata, senza compagni che si muovono e creano linee di passaggio, è inevitabile che faccia più fatica. Il Napoli deve diventare più dinamico, muoversi meglio senza palla e creare situazioni che consentano ai suoi giocatori di qualità di fare la differenza.

Anche Di Lorenzo può trarre beneficio da un assetto più equilibrato. Quando non è costretto a preoccuparsi continuamente della fase difensiva, può spingersi in avanti con maggiore libertà e incidere maggiormente. È vero che non ha più la freschezza di un ventenne, ma resta un giocatore importante e, se viene messo nelle condizioni giuste, può dare ancora molto. Al contrario, quando deve occuparsi soprattutto della copertura e trova pochi spazi davanti, anche le sue qualità offensive rischiano di essere penalizzate.

Il Villarreal? È difficile dare una risposta definitiva sulle scelte che farà Allegri, perché bisogna conoscere le condizioni dei giocatori e le valutazioni dell’allenatore. Sulla carta si possono immaginare diverse soluzioni, ma io credo che il Napoli debba trovare il giusto equilibrio tra prudenza e ambizione. A volte ho la sensazione che la squadra scenda in campo con un atteggiamento troppo conservativo, senza cercare con sufficiente convinzione la vittoria. Contro il Frosinone si è vista una maggiore propensione offensiva e la squadra ha potuto sfruttare gli spazi concessi dagli avversari. Mi piacerebbe vedere un Napoli capace di mantenere quella voglia di attaccare anche quando il contesto della partita è differente. Il Villarreal è un avversario da rispettare, ma credo che il Napoli abbia le qualità per giocarsela e provare a vincere. Mi auguro che riesca almeno a portare a casa un risultato positivo. Naturalmente Allegri conosce la squadra molto meglio di noi e sono convinto che sappia come interpretare la partita. Le sue valutazioni saranno sicuramente più complete delle nostre, perché può osservare quotidianamente i giocatori e conoscerne le condizioni. Ci sono però alcune scelte che mi lasciano perplesso, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei difensori.

Beukema? Mi sorprende che continui a trovare poco spazio. Vorrei capire perché, anche quando ci sono dubbi sulle condizioni degli altri centrali, non venga preso maggiormente in considerazione. È un giocatore che ho seguito quando giocava a Bologna e che considero di valore. In quella fase della sua carriera aveva dimostrato di essere affidabile e di poter offrire un contributo importante. Al Napoli, invece, ha avuto qualche esitazione e ha perso progressivamente spazio. Quando un giocatore viene messo da parte, soprattutto dopo le prime difficoltà, può perdere fiducia e incontrare ulteriori problemi nel ritrovare il proprio livello. Credo che Beukema abbia qualità che meritino di essere valutate con attenzione.

Rafa Marín? È un giocatore che si sta applicando e che sta cercando di fare il proprio lavoro nel migliore dei modi, ma secondo me ha caratteristiche differenti. È un difensore più tecnico, bravo nella gestione del pallone, ma che può incontrare difficoltà quando deve affrontare duelli fisici ripetuti e avversari particolarmente aggressivi. Non mi sembra un centrale che possa fare della forza e dell’impatto fisico i propri punti di forza. Per questo mi domando perché Beukema trovi così poco spazio, considerando che, a mio avviso, ha qualità importanti. Vorrei capire meglio le ragioni di queste scelte, perché credo che il Napoli abbia bisogno di sfruttare tutte le risorse a disposizione per affrontare una stagione impegnativa. La gestione del reparto difensivo sarà uno degli aspetti da seguire con maggiore attenzione nelle prossime partite».


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