Napoli, Carmine Esposito preoccupato: «La squadra è sfilacciata, Allegri non riesce a trovare l’assetto»

Scritto da il 14 ottobre 2026

Mister Carmine Esposito, intervenuto a Radio Punto Nuovo, ha espresso tutta la propria preoccupazione per l’atteggiamento della squadra, soffermandosi sull’errore di Matteo Politano, sulle scelte relative agli esterni e sulla fragilità difensiva del gruppo guidato da Massimiliano Allegri.

«L’errore di Politano? Ne ho parlato anche con mio figlio alla fine del primo tempo: abbiamo fatto lo stesso ragionamento. Politano ha caratteristiche precise. Tende a ricevere con le spalle alla porta, cerca lo scarico oppure prova a mettere il pallone in profondità con il sinistro. Se, invece, lo mandi a giocare più avanti, è possibile che si ritrovi da solo, senza un appoggio vicino? Sarebbe servito un compagno che si allargasse per ricevere il pallone oppure un centrocampista che venisse incontro per offrirgli una soluzione. L’errore resta imperdonabile, perché un giocatore del suo valore non può sbagliare un passaggio del genere. È stato un errore di lettura della situazione, oltre che di esecuzione. Tuttavia, secondo me, c’è stata anche una lettura sbagliata della fase difensiva del Napoli, che era schierato male. Non so se si aspettassero che Politano riuscisse a girarsi e a cambiare gioco dall’altra parte, magari cercando Di Lorenzo. È difficile dirlo, ma la disposizione della squadra non mi ha convinto.

È stata una scelta che, evidentemente, l’allenatore ha deciso di portare avanti. Ma quando un giocatore si ritrova in quella posizione, con l’avversario subito addosso e senza uno scarico, tutto diventa più complicato. L’errore di Politano è gravissimo, però bisogna anche chiedersi perché la squadra fosse disposta in quel modo e perché non ci fossero alternative semplici per uscire dalla pressione.

Sono molto preoccupato, lo dico sinceramente. Pensavo che andare a Villarreal potesse essere un’occasione per fare risultato e che il Napoli non dovesse soffrire così tanto. Invece, soprattutto nel secondo tempo, è stata un’agonia. Non so davvero cosa sia successo: la squadra mi è sembrata giù, demotivata e poco unita in campo». A volte sembra che ognuno voglia risolvere la partita da solo. Quando le giocate non vengono, può subentrare anche una forma di nervosismo: magari vedi un compagno libero, ma provi comunque a fare qualcosa individualmente, come se dovessi risolvere tu la situazione. Il Napoli, invece, deve ritrovare compattezza e fiducia. Ieri ho visto una squadra messa male in campo e con poca sintonia tra i suoi giocatori.

Allegri? Il Napoli ha avuto due settimane per preparare la partita e trovare un assetto più tranquillo. Non dico nemmeno che dovesse inventarsi qualcosa di straordinario, ma almeno trovare un’organizzazione chiara. Invece, secondo me, la squadra è sfilacciata. Non darei la colpa soltanto alla difesa: il Napoli è messo male in campo anche in altre zone. Allegri non riesce a trovare la squadra e non capisco come sia possibile, considerando la qualità dei giocatori a disposizione. Non riusciamo a fare una partita convincente da diverse gare. È l’esatto contrario del Napoli che ci aspettavamo. In questo momento stiamo facendo una fatica enorme.

Con Conte si parlava spesso di un Napoli troppo difensivo, di una squadra che magari non proponeva sempre un calcio spettacolare. Però i risultati arrivavano. Non so se Allegri abbia cambiato la propria identità venendo a Napoli, ma anche le sue squadre, pur essendo spesso attente e capaci di vincere con il minimo scarto, riuscivano poi a trovare altre reti e a gestire le partite. A questo punto bisogna trovare un equilibrio. Si può giocare con tre, quattro o cinque difensori, ma il modulo da solo non risolve niente. Se serve, si può anche pensare a una linea difensiva a quattro e a tre centrocampisti che garantiscano maggiore copertura, lasciando poi agli uomini davanti il compito di creare e segnare. Ma bisogna trovare una soluzione e darle continuità, adattandola anche ai risultati e alle caratteristiche dei giocatori. Davanti facciamo una grande fatica e spesso si finisce per dare la colpa agli attaccanti, a Lukaku e agli altri. Ma bisogna guardare la squadra nel suo complesso. Se il Napoli concede troppo, non riesce a costruire con continuità e perde le distanze tra i reparti, diventa complicato anche per chi deve fare gol».


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