Jacomuzzi: “Il Napoli non va rivoluzionato, Allegri porterà continuità e stabilità”

Scritto da il 4 giugno 2026

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Carlo Jacomuzzi, ex direttore sportivo del Napoli.

«Il calcio è fatto di cicli e il Napoli, dopo aver vissuto due anni importanti con Antonio Conte, ha deciso di voltare pagina. Conte ha una visione molto precisa del calcio, fatta di aggressività, intensità e grande pressione. Massimiliano Allegri rappresenta invece un’idea diversa, più ragionata, più classica e per certi aspetti più legata alla tradizione italiana. Sono due filosofie differenti, ma questo non significa che non possano portare risultati. Alla fine sono sempre i giocatori a dover tradurre in campo le idee dell’allenatore.

Per Giovanni Manna non vedo una rivoluzione all’orizzonte. Il Napoli ha una rosa forte, costruita con giocatori di livello e non credo ci sia bisogno di stravolgere l’organico. Calciatori come André-Frank Zambo Anguissa e Stanislav Lobotka sono atleti seri e affidabili, non rappresentano un problema per l’età che hanno. Piuttosto bisognerà capire come Allegri intenderà utilizzarli e quale ruolo immaginerà per loro all’interno del nuovo progetto tecnico.

Spesso si commette l’errore di pensare che questo Napoli sia da rifondare. Io non sono d’accordo. È una squadra che ha pagato tantissimo gli infortuni nell’ultima stagione e che, nonostante tutto, ha mantenuto un livello competitivo importante. Adesso servirà ripartire con una preparazione diversa, ritrovare continuità e recuperare tutte quelle energie che sono venute meno durante l’anno. Ma la qualità dell’organico non può essere messa in discussione.

Sul piano tattico non mi preoccuperei troppo dei moduli. Si parla di difesa a tre, difesa a quattro, tridente o doppia punta, ma il Napoli ha giocatori in grado di adattarsi a più sistemi di gioco. Le differenze ci saranno, perché ogni allenatore ha le proprie idee e le proprie esigenze, ma non credo che Allegri chiederà una rivoluzione. Piuttosto apporterà qualche correttivo, qualche accorgimento mirato per modellare la squadra secondo la propria visione.

Per quanto riguarda Kevin De Bruyne, credo che certe dichiarazioni vadano sempre contestualizzate. Quando un giocatore è lontano dal club, impegnato con la nazionale, può capitare che alcune parole vengano interpretate in maniera diversa rispetto alle intenzioni reali. Non credo ci sia un caso. Se ci saranno chiarimenti da fare, verranno affrontati internamente tra società e calciatore. Bisogna sempre fare attenzione alle traduzioni, ai contesti e al modo in cui certe dichiarazioni vengono riportate.

Sul mercato, nomi come Adrien Rabiot o Dušan Vlahović sono inevitabilmente interessanti. Vlahović è un attaccante importante, con qualità da grande squadra e con esperienza ad alto livello. Però oggi il Napoli parte già da una base molto valida e qualsiasi valutazione dovrà essere fatta insieme all’allenatore. Prima Allegri dovrà conoscere il gruppo, confrontarsi con la dirigenza e capire quali sono le reali necessità della squadra. Solo dopo si potranno fare scelte definitive sul mercato.

La cosa più importante, però, è non perdere di vista il valore di questa rosa. Il Napoli non ha bisogno di essere rivoluzionato: ha bisogno di continuità, di qualche correttivo e di ritrovare quella stabilità che negli ultimi mesi è venuta meno. Da lì bisogna ripartire».


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