Lo Monaco attacca il sistema: “Non sappiamo più scoprire i giovani talenti”
Scritto da Ciro Gaipa il 15 giugno 2026
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Pietro Lo Monaco, dirigente sportivo.
Sul tema dei giovani talenti internazionali, come il marocchino classe 2007 Ayyoub Bouaddi, Lo Monaco è stato molto netto:
«Noi non siamo organizzati. Abbiamo perso la capacità di fare scouting come si deve. Una società di Serie A dovrebbe monitorare tutto il panorama mondiale, sempre. Se giocatori così vengono presi a 15-16 anni da altri club, significa che qualcosa nel nostro sistema non funziona».
Il dirigente ha sottolineato come il problema non sia la mancanza di talenti, ma la capacità di intercettarli:
«Gli addetti ai lavori li conoscono, ma il punto è avere il coraggio di prenderli. Oggi si tende troppo spesso a dire “è bravo, ma…”, e così si perdono giocatori che poi arrivano a valere 50-60 milioni».
Parlando del Mondiale e delle nuove generazioni, Lo Monaco ha evidenziato anche la crescita di diversi profili internazionali, citando esempi di giocatori emersi in contesti meno mediatici:
«Ci sono esterni che fanno tutta la fascia, completi, moderni, ma da noi se ne vedono pochi. In altri campionati li trovi anche in Serie B francese, e noi invece continuiamo a sottovalutare certi profili».
Sulla situazione del Napoli e sull’attesa per Massimiliano Allegri, Lo Monaco ha aggiunto:
«Una società dovrebbe avere una propria identità e poi scegliere l’allenatore in base a quella, non per forza il contrario. Il Napoli è un club importante, e questa lunga attesa tra accordi e ufficialità è una situazione che disturba la programmazione».
Infine, sul mercato e sulla strategia societaria, il dirigente ha chiarito:
«Il Napoli dovrà lavorare molto in uscita e anche sulla ricostruzione della rosa. Alcuni giocatori non hanno reso, altri rientreranno dai prestiti, e servirà capacità gestionale. Le plusvalenze sono importanti, ma la scelta dell’allenatore oggi va più nella direzione del risultato che della valorizzazione estrema dei singoli».