L’omicidio di Raffaele Cinque, tre arresti

Scritto da il 27 aprile 2026

Gli avrebbero sparato nove volte, colpendolo alla testa e all’addome, i killer che il 21 gennaio del 2024 hanno ucciso Raffaele Cinque. Il delitto, secondo quando emerso dalle indagini della squadra mobile coordinate dalla Procura di Napoli, sarebbe maturato all’interno del clan Contini, componente la cosiddetta Alleanza di Secondigliano. Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica dell’omicidio, avvenuto alle 6 del mattino all’interno della abitazione della vittima nel quartiere Poggioreale dove oggi la Polizia di Stato ha effettuato numerosissime perquisizioni domiciliari a pregiudicati locali estese alle pertinenze degli edifici alla ricerca di armi e droga. Il commando, secondo la ricostruzione, era composto da quattro persone di cui tre sono stati oggi arrestati. I killer, armati con almeno due pistole calibro 7,65, hanno esploso contro Cinque, per dissidi sorti nell’ambito dello spaccio, numerosi colpi d’arma da fuoco ferendolo in diverse parti del corpo. La vittima, per scampare alla morte, ha tentato la fuga lanciandosi dal balcone della cucina: precipitato al suolo è stato nuovamente raggiunto da un colpo d’arma da fuoco esploso dai sicari che lo ha ferito alla testa provocandone la morte. Cinque aveva numerosi precedenti di polizia per reati associativi: per gli investigatori era ritenuto legato al gruppo criminale operante nella zona della Stadera, per conto del clan Contini, e fatali sono risultati per lui i dissidi con la famiglia Bove (detta dei Polpetta) che gestisce proprio la zona dove ha trovato la morte.


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