Marolda: “Napoli, squadra squilibrata e in difficoltà. De Bruyne va gestito, Lucca deve dimostrare il suo valore”
Scritto da Ciro Gaipa il 16 ottobre 2026
Il giornalista Ciccio Marolda, intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo, ha analizzato il momento degli azzurri, soffermandosi sulle difficoltà in Champions League, sulle responsabilità dell’allenatore e sulle situazioni di Kevin De Bruyne, Lorenzo Lucca, Zambo Anguissa e David Neres.
«Il Napoli esce malissimo dalla partita contro il Villarreal. Perdere due partite consecutive in Champions League significa che la prossima non puoi assolutamente sbagliarla. Se perdi anche quella, rischi concretamente di essere fuori. Sarebbe un problema enorme per una squadra che già l’anno scorso ha fatto male in Europa e che quest’anno potrebbe addirittura fare peggio. Il Napoli deve essere preoccupato e allarmato, ma deve anche trovare il coraggio e la forza di reagire nella prossima partita casalinga. Ha perso moltissimo dell’equilibrio che aveva. Anzi, in questo momento direi che è una squadra squilibrata.
Il Napoli riuscirà a rialzarsi oppure continuerà a vivere di risultati alterni? Ancora non ho capito se questo sarà un Napoli capace di vincere una partita e perderne un’altra, quindi una squadra non competitiva, oppure se potrà rialzarsi. La speranza è che riesca a farlo, ma deve dimostrarlo sul campo. Finora non lo ha dimostrato: ha vuoti di memoria incredibili, si ferma, prende un gol e si sfalda. Soprattutto, subisce tante reti, ha una fase difensiva che non dà garanzie e una fase offensiva che non produce abbastanza gol. Allegri, poveretto, è il meno responsabile di tutto questo. Secondo me bisogna aspettare la prossima sosta per le nazionali, quando il Napoli avrà disputato altre due partite di Champions League e cinque gare di campionato. A quel punto avremo elementi più concreti per capire quale direzione sta prendendo la stagione.
Venezia-Napoli? La laguna è insidiosa di suo. Il problema è che non conosci ancora questo Venezia: sai quello che è stato prima, ma adesso non puoi sapere con certezza che cosa succederà. Non credo che la disposizione in campo cambierà radicalmente, perché i giocatori sono quelli e non puoi stravolgere tutto da un momento all’altro. Nicola è un allenatore esperto e, quando arriva in una squadra, spesso riesce a dare una scossa e a trasmettere tensione positiva al gruppo. Il vero pericolo è proprio questo: affrontare una squadra che può presentarsi con motivazioni rinnovate e con un atteggiamento diverso rispetto alle partite precedenti».
De Bruyne? De Bruyne è stato un grandissimo calciatore e conserva ancora intuizioni straordinarie, che vediamo tutti. Però, quando si tratta di correre e liberarsi dalla marcatura ravvicinata degli avversari, qualche problema può averlo. È anche naturale, considerando l’età e gli infortuni molto gravi che ha subito. De Bruyne può essere una risorsa se la sua condizione viene portata al massimo, se la sua presenza in campo viene centellinata e soprattutto se ha spazio per giocare. Bisogna capire come utilizzarlo, valorizzandone le qualità senza chiedergli ciò che in questo momento potrebbe risultargli più difficile».
Lucca? Lucca di occasioni ne ha avute diverse. Partire dal primo minuto significa dirgli: “Adesso tocca a te”. Il Napoli ha fatto il possibile per metterlo nelle condizioni di esprimersi, ma adesso deve dimostrare se da gennaio in poi può restare qui oppure se la società dovrà cercare un altro centravanti. Io penso che giochi Lucca, ma deve darsi una mossa decisiva, accompagnato naturalmente dai compagni. Non gli attribuisco tutte le responsabilità, perché secondo me è stato un errore di mercato, e anche costoso. Quali caratteristiche aveva per entrare nel Napoli della scorsa stagione? A mio avviso, nessuna. Era una squadra che sviluppava il gioco centralmente e Lucca non aveva le caratteristiche per inserirsi in quel sistema. Peggio di così la sua esperienza napoletana difficilmente poteva andare. Mi auguro che possa ricominciare una nuova vita calcistica, perché sarebbe un bene per lui e per il Napoli, anche dal punto di vista economico».
Anguissa? Il punto centrale riguarda la possibilità di contare con continuità su un giocatore che, quando è disponibile e in condizione, può offrire un contributo importante, ma che negli ultimi tempi ha avuto difficoltà a garantire una presenza regolare. La situazione impone quindi una riflessione sulla composizione della rosa e sulle eventuali alternative da individuare a gennaio, soprattutto se il Napoli dovesse continuare a fare i conti con assenze e problemi di continuità.
Neres? Se fossi un dirigente del Napoli, penserei che Neres è bravo, ma che non possiamo mai contare su di lui con continuità. È rimasto fuori a lungo e, quando è tornato, ha avuto nuovamente problemi. A un certo punto bisogna cominciare a pensare anche a chi potrebbe essere preso al suo posto».