Michele Plastino: “L’addio di Conte? Rapporti frantumati. Per il Napoli tifo Italiano, vi racconto quel retroscena col Terminus”

Scritto da il 28 maggio 2026

Michele Plastino: “L’addio di Conte? Rapporti frantumati. Per il Napoli tifo Italiano, vi racconto quel retroscena col Terminus”

Dall’inviato all’Oscar Campano – Definirlo un pezzo di storia del giornalismo sportivo italiano non è affatto un’esagerazione. Michele Plastino, ospite d’onore alla ventiduesima edizione dell’Oscar Campano, porta con sé l’eleganza di chi ha raccontato le più grandi epopee del nostro calcio, a partire dall’annuncio dello storico acquisto di Diego Armando Maradona a Napoli, da lui firmato in una memorabile notte di scoop.

Intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radio Punto Nuovo, emittente ufficiale dell’evento, lo storico giornalista ha analizzato con la consueta lucidità il terremoto che ha scosso la panchina azzurra e le grandi manovre per il futuro.

“Conte e il Napoli: quando una storia d’amore deve finire”

L’addio di Antonio Conte, consumatosi alla luce del sole, non è legato a dinamiche di campo secondo Plastino:

“L’ho inquadrata come una situazione in cui si era ormai frantumato il tutto, soprattutto nei rapporti. Non si può discutere il valore tecnico o i risultati di Conte, parliamo di un vincente. Ma evidentemente, proprio come tra due innamorati, si erano create dinamiche per cui era necessario scriverti la parola fine, altrimenti la situazione sarebbe solo peggiorata. È stata la fine di una storia tra lui, il Napoli e probabilmente De Laurentiis”.

Sul futuro del tecnico salentino, combattuto tra l’ipotesi di una grande panchina europea e il “grande sogno” della Nazionale, Plastino solleva un dubbio legato alla governance del calcio italiano: “Bisogna vedere se Malagò avrà il peso giusto. Conoscendo le loro personalità, non ce li vedo molto insieme: Malagò è una figura decisamente più aperta e disponibile alle varie situazioni rispetto a Conte”.

Il futuro azzurro: “Faccio il tifo per Italiano, Allegri al Napoli è una battuta”

Chiamato a scegliere tra i due profili diametralmente opposti accostati al Napoli, Plastino non si nasconde e indica la sua preferenza con decisione:

“Io mi auguro un Napoli più ‘Italiano’. Il ‘corto muso’ di Allegri qui non verrebbe apprezzato a livello di intrattenimento e di divertimento. Vedere Allegri proporre un 4-3-3 arrembante mi sembra più una battuta. Italiano, invece, verrebbe all’ombra del Vesuvio con una gioia immensa, stimoli enormi e un vigore rinnovato. Tatticamente è un allenatore flessibile e preparato, lo ritengo l’uomo ideale”.

Dietro questa preferenza c’è anche un curioso retroscena di mercato che Plastino rivela divertito:

“C’era già stato un contatto tra Italiano e il club prima dell’arrivo di Conte. Il direttore dell’Hotel Terminus di Napoli, sapendo che siamo molto amici, mi disse di riferirgli che, qualora avesse dovuto cercare casa, sarebbe stato loro ospite. Quando lo dissi a Vincenzo, lui mi rispose: ‘Sì, ma dillo a De Laurentiis, perché è sparito!’. Ecco, spero solo che stavolta il presidente non sparisca di nuovo”.

L’affetto di Napoli e la bellezza dell’Oscar Campano

La chiusura è un atto d’amore verso la kermesse e verso una città che non smette mai di coccolarlo: “Queste sono serate che fanno bene all’ambiente del calcio. Essere circondato da così tanto affetto qui a Napoli mi fa respirare un’aria speciale. Se posso usare un termine della vostra splendida terra: qui ‘m’arricreo’!”.


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