Napoli, Cannella: «Manca un vice Anguissa. De Bruyne play è una soluzione di qualità»

Scritto da il 21 ottobre 2026

 

Giuseppe Cannella ha analizzato il momento del Napoli dopo la vittoria per 4-3 contro il Bodø/Glimt, soffermandosi sui segnali positivi arrivati dalla squadra e sulle criticità che Massimiliano Allegri dovrà correggere in vista della sfida contro la Roma.

«Il Napoli ha vinto una partita importante e bisogna ripartire proprio da questo risultato. Quando hai giocatori con la qualità, la visione di gioco e i piedi di De Bruyne, è naturale che possano nascere situazioni interessanti. Con calciatori di questo livello, quando la giocata è precisa, la squadra riesce a fare la differenza. Il Napoli ha segnato quattro gol, dimostrando di avere qualità e capacità offensive. È chiaro, però, che quando si affrontano partite di questo tipo bisogna trovare anche la giusta intensità. Alcuni giocatori stanno rientrando e devono ancora recuperare la migliore condizione: penso ad Anguissa, allo stesso McTominay e a Di Lorenzo. Quando non hai tutti gli uomini al massimo della condizione, puoi incontrare delle difficoltà, soprattutto nell’equilibrio tra i reparti. La cosa più importante, però, era vincere e il Napoli ci è riuscito. Da questa prestazione bisogna prendere gli aspetti positivi, senza dimenticare che ci sono ancora situazioni sulle quali lavorare.

De Bruyne regista davanti alla difesa? De Bruyne in quella posizione può essere una soluzione interessante. Quando hai un giocatore con la sua qualità tecnica e la sua visione di gioco, devi cercare di metterlo nelle condizioni migliori per valorizzare le sue caratteristiche. Può gestire il pallone, dare tempi alla manovra e trovare linee di passaggio che altri giocatori magari non vedono. È chiaro che bisogna capire quanto questa soluzione possa funzionare nel corso delle partite, soprattutto quando il Napoli deve affrontare avversari che mettono grande intensità a centrocampo. Non è soltanto una questione di qualità individuale, ma anche di equilibrio collettivo e di condizione fisica. La prestazione contro il Bodø/Glimt ha dimostrato che De Bruyne può dare un contributo importante anche in una posizione diversa da quella a cui siamo abituati. Se la squadra riesce a sostenerlo e a garantirgli le giuste coperture, può diventare una risorsa preziosa.

La polemica tra Bruscolotti e Di Lorenzo? Quando Bruscolotti parla del Napoli, lo fa anche per il grande amore che prova nei confronti della maglia e della storia del club. Nessuno può mettere in discussione quello che ha rappresentato per questa società. Bisogna però considerare che sono passati tanti anni e che il calcio è cambiato, così come sono cambiate le generazioni e il modo di vivere lo spogliatoio. A volte commettiamo un errore, e mi ci metto anch’io, quando cerchiamo di paragonare i nostri tempi a quelli attuali. Il calcio di oggi è diverso, così come sono differenti i rapporti tra i calciatori e le modalità con cui vengono affrontate le difficoltà. Di Lorenzo è un ragazzo che conosco e che considero un esempio di umiltà. È un calciatore che ha saputo migliorarsi nel corso della carriera, passando attraverso diverse categorie e dimostrando intelligenza e sensibilità. Mi ha dato l’impressione di essere una persona attenta ai compagni e disponibile ad aiutare il gruppo.

È vero che in passato c’erano personalità fortissime, anche nello spogliatoio, ma oggi le dinamiche sono differenti. Gli allenatori e i compagni devono saper intervenire nei momenti giusti, mentre la comunicazione è diventata più complicata anche per il peso dei social network. Siamo continuamente esposti al giudizio degli altri e tutto viene amplificato. Una volta molte situazioni restavano all’interno dello spogliatoio. Oggi, invece, sembra di vivere in un Grande Fratello continuo. Per questo comprendo Bruscolotti, perché so che le sue parole possono nascere dall’amore per il Napoli, ma apprezzo moltissimo anche la risposta di Di Lorenzo. Il capitano ha replicato con grande umiltà ed equilibrio, dando una risposta impeccabile.

La fase difensiva del Napoli e il lavoro di Allegri? Il Napoli deve diventare una squadra più coesa, più attenta e più corta tra i reparti. Soltanto in questo modo può limitare gli inserimenti degli avversari e impedire che il pallone attraversi troppo facilmente le linee. Quando una squadra si allunga, infatti, le difficoltà aumentano e gli avversari riescono a trovare spazi per attaccare la profondità. Allegri conosce bene queste dinamiche e sa che molto dipende dalla condizione atletica dei suoi giocatori. Il centrocampo è il vero motore di una squadra: è lì che si decide quando accelerare, come accompagnare le ripartenze e in che modo proteggere la difesa. Se i centrocampisti non hanno la condizione necessaria, diventa complicato mantenere le distanze corrette. Lo stesso discorso vale per gli esterni, che devono essere in grado di coprire tanti metri, soprattutto quando si gioca con un sistema come il 4-3-3. Prima bisogna recuperare tutti gli uomini e portarli alla migliore condizione possibile. Poi serve lavorare sulla compattezza generale, perché quando una squadra si allunga e perde le distanze anche i difensori finiscono inevitabilmente in difficoltà. Non è soltanto un problema individuale: è soprattutto una questione di organizzazione collettiva».

Napoli-Roma? Napoli-Roma è sempre stata una partita suggestiva, una sfida che porta con sé un significato particolare. Il Napoli arriva a questo appuntamento dopo una vittoria che può dare morale e fiducia, ma bisognerà capire quanti giocatori avranno recuperato e chi sarà effettivamente nelle condizioni di scendere in campo. La Roma sta ottenendo risultati importanti, ma non credo che si possa parlare automaticamente di una squadra favorita al Maradona. Anche contro il Real Madrid ci sono stati momenti in cui la partita avrebbe potuto prendere una direzione diversa. Quando affronti una grande squadra, se non mantieni intensità e concentrazione, puoi subire gol in qualsiasi momento. Mi aspetto una bella sfida. La Roma potrebbe avere qualche vantaggio sul piano della freschezza, anche perché alcuni giocatori hanno avuto la possibilità di riposare e altri sono tornati a disposizione. A centrocampo, in particolare, può contare su uomini importanti, e sappiamo quanto questo reparto sia determinante per l’equilibrio di una squadra. Negli ultimi anni il calcio è cambiato molto. Oggi quasi tutte le squadre cercano di aggredire gli avversari, recuperare il pallone in alto e impedire loro di costruire dal basso. Si vuole mettere pressione e costringere l’altra squadra all’errore, favorendo così la possibilità di creare occasioni da gol. Quando una squadra è in difficoltà, prima o poi può finire per concedere qualcosa. Anche la costruzione dal basso, se non viene accompagnata da movimenti e soluzioni adeguate, può diventare un rischio. Questo modo di interpretare le partite favorisce spesso lo spettacolo, ma richiede grande attenzione. Il Napoli dovrà cercare di recuperare i suoi giocatori, ritrovare compattezza e sfruttare la qualità che ha a disposizione. Se riuscirà a mantenere le distanze tra i reparti e a ridurre gli spazi, potrà affrontare la Roma con maggiore equilibrio. Portare gli avversari troppo vicino alla propria area aumenta i rischi, soprattutto quando si devono gestire duelli e situazioni ravvicinate».

Il centrocampo del Napoli e il problema del vice Anguissa? Se dobbiamo individuare una lacuna nella rosa del Napoli, secondo me manca un vero vice Anguissa. Ci sono giocatori che possono adattarsi in quel ruolo, ma non tutti hanno le stesse caratteristiche e la stessa capacità di garantire intensità, recupero del pallone e inserimenti. Anguissa dà fisicità, permette alla squadra di recuperare palloni e accompagna l’azione offensiva. È un centrocampista che sa coprire campo e inserirsi, caratteristiche che non sono facilmente sostituibili con un semplice cambio di posizione. Lobotka è un giocatore importante, ma ha caratteristiche differenti. Lo stesso discorso vale per Gilmour: sono calciatori che possono garantire qualità nella gestione del pallone, ma non offrono necessariamente lo stesso tipo di presenza fisica e dinamica di Anguissa. Per questo credo che Lobotka e Gilmour insieme possano rappresentare una soluzione da utilizzare in determinate circostanze, ma non necessariamente la scelta ideale in tutte le partite. Se il Napoli vuole schierare un centrocampo di grande qualità, deve comunque trovare il giusto equilibrio tra palleggio, copertura e capacità di vincere i duelli. De Bruyne può aggiungere qualità e visione di gioco, mentre McTominay garantisce inserimenti e presenza offensiva. Anguissa, però, offre un tipo di contributo diverso, soprattutto per intensità e fisicità. È questo l’aspetto che il Napoli deve riuscire a preservare quando il camerunese non è disponibile. Sul mercato esistono giocatori con caratteristiche simili, ma non è semplice trovare un centrocampista capace di garantire tutto quello che dà Anguissa. Il Napoli deve quindi lavorare sulle alternative che ha a disposizione, cercando di adattare il sistema di gioco alle caratteristiche dei singoli. La qualità a centrocampo non manca, ma serve un equilibrio che permetta alla squadra di essere competitiva in entrambe le fasi».


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