Napoli, Gianni Improta attacca: «Beukema ha fatto una sceneggiata. Non si può perdere così»
Scritto da Ciro Gaipa il 27 ottobre 2026
Gianni Improta, storico ex calciatore e allenatore, è intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo per commentare il momento degli azzurri.
La squalifica di Allegri e la gestione della tensione
«Non voglio giustificare Allegri, perché certi atteggiamenti devono essere censurati in maniera netta. È pur vero, però, che sta attraversando un momento particolare: i risultati non arrivano come vorrebbe, nonostante il Napoli abbia disputato delle belle partite, come quelle contro la Roma e l’Inter. Se consideriamo i punti che gli azzurri avrebbero potuto conquistare in queste gare, la classifica sarebbe diversa e probabilmente anche il comportamento dell’allenatore sarebbe differente. Quando i risultati non arrivano, la pressione aumenta e un tecnico può andare in difficoltà. Questo, naturalmente, non giustifica determinate reazioni, che devono essere condannate. I grandi allenatori e i grandi calciatori devono rappresentare un esempio per tutti, soprattutto per i giovani. Bisogna ricordare che il calcio entra nelle case di milioni di persone e che l’immagine ha un’importanza fondamentale. Occorre accettare il verdetto del campo e comportarsi con la massima sportività. Se ci sono atteggiamenti da discutere, esistono le sedi opportune per farlo, ma non si deve mai perdere di vista il rispetto».
Napoli-Roma, una bella prestazione vanificata dagli errori
«Il Napoli ha disputato una gran bella gara e, purtroppo, alcuni episodi hanno favorito la rimonta della Roma. Ci sono state disattenzioni importanti, come quella di Beukema, ma anche Di Lorenzo ha commesso un’ingenuità che è costata cara alla squadra. Bisogna concentrarsi sugli aspetti tecnico-tattici e sul comportamento dei singoli calciatori. A questi livelli non ci si può permettere errori così evidenti, perché finiscono per vanificare quanto di buono è stato costruito durante la partita. Resta il rammarico per il risultato, perché il Napoli aveva fatto vedere cose positive e avrebbe potuto conquistare la vittoria. Aver segnato tre gol a una squadra che aveva subito pochissime reti in campionato è sicuramente un aspetto positivo, ma non basta se poi si concedono agli avversari le occasioni per rimontare».
Il caso Beukema e il gol del 3-3
«Non possiamo accettare certi atteggiamenti. Mi auguro che gli errori commessi contro la Roma servano da lezione per il futuro, perché bisogna capire che in quei momenti della partita non ci si può fermare per una situazione del genere. Con le attuali indicazioni arbitrali, il gioco tende a proseguire maggiormente e non si può pensare che ogni contatto porti necessariamente all’interruzione dell’azione. Bisogna restare concentrati e continuare a giocare fino al fischio dell’arbitro. Beukema ha fatto una vera e propria sceneggiata: è rimasto a terra, ha perso di vista l’avversario e il Napoli ha finito per subire gol proprio in quella situazione. A Napoli siamo abituati alle sceneggiate, ma sappiamo anche essere furbi. In questo caso, invece, si è trattato di un’ingenuità che una squadra di questo livello non può permettersi. Mi auguro sinceramente che Allegri sia intervenuto con decisione per far comprendere la gravità dell’episodio. Non si può perdere una partita per un errore simile, soprattutto dopo aver fatto tanto per portarsi in vantaggio. Sono situazioni che devono far riflettere tutto il gruppo».
Il baricentro troppo basso del Napoli
«È una questione che continuo a sottolineare e che faccio fatica a comprendere: perché il Napoli abbassa così tanto il proprio baricentro quando deve difendere un risultato? Qualcuno parla di stanchezza o di mancanza di forza fisica, ma non sono completamente d’accordo. Bisogna ragionare in maniera intelligente e cominciare a difendere più avanti, partendo dagli attaccanti, passando per i centrocampisti e arrivando soltanto alla fine alla linea difensiva. Quando una squadra riesce a mantenere il proprio baricentro più alto e a tenere gli avversari lontani dalla propria area, diventa più difficile concedere occasioni pericolose. Se, invece, ci si abbassa continuamente, prima o poi una disattenzione può arrivare. Gli avversari riescono ad avvicinarsi alla porta e basta un episodio per compromettere una partita che sembrava ormai indirizzata. Il Napoli deve trovare un equilibrio migliore e non pensare che difendere significhi soltanto arretrare».
Il possesso palla come arma difensiva
«Le squadre intelligenti devono saper utilizzare le proprie qualità tecniche anche quando sono chiamate a difendere. Non è necessario avere soltanto difensori arcigni o calciatori specializzati nella fase di non possesso: serve anche la capacità di ragionare e gestire il pallone. Il possesso palla è una componente fondamentale della fase difensiva. Se la palla è in nostro possesso, l’avversario non può utilizzarla per attaccarci. Per questo motivo non comprendo perché il Napoli, quando si trova in vantaggio, tenda ad arretrare tanto senza riuscire a mantenere il controllo del gioco. L’allenatore deve trasmettere ai propri calciatori questo concetto: saper tenere il pallone significa anche difendersi e recuperare energie. Non bisogna necessariamente trasformare tutta la squadra in un reparto difensivo, ma occorre imparare a gestire le diverse fasi della partita. Il Napoli deve lavorare su due aspetti: evitare di abbassare eccessivamente il baricentro e migliorare il possesso palla nei momenti in cui è necessario proteggere il risultato. Così facendo, potrebbe togliere agli avversari la possibilità di attaccare con continuità e ridurre sensibilmente i pericoli davanti alla propria porta».