Napoli, Improta promuove Massimiliano Allegri: “La scelta giusta per vincere”

Scritto da il 3 giugno 2026

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Gianni Improta, ex calciatore e dirigente.

«Credo che Aurelio De Laurentiis abbia imparato da alcune esperienze del passato, soprattutto dopo quanto accadde con Garcia. In certi momenti è importante lasciare che siano gli addetti ai lavori a gestire determinate situazioni e penso che questa volta la società abbia scelto di muoversi in quella direzione. Allegri è un nome importante, un allenatore vincente, e il suo curriculum parla da solo.

È vero, come Conte non è uno di quegli allenatori che puntano principalmente sullo spettacolo. Però nel calcio bisogna decidere cosa si vuole: vincere oppure soltanto divertirsi. Io stesso in passato ho detto che mi sarebbe piaciuto rivedere Sarri a Napoli, perché il suo calcio faceva divertire tutti, ma allo stesso tempo ho sempre sostenuto che, se fosse tornato, avrebbe dovuto anche vincere. Alla fine i risultati restano sempre la cosa più importante.

La scelta di Allegri dimostra che il Napoli vuole continuare a restare ai vertici. Parliamo di un tecnico che ha vinto tanto in Italia e che conosce perfettamente le dinamiche di una squadra che deve lottare per traguardi importanti. Inoltre eredita una rosa già competitiva, che arriva da un primo posto, un secondo posto e dalla vittoria di una Supercoppa. Non parte da zero.

Naturalmente il mercato sarà fondamentale. La società sa benissimo dove intervenire e sono convinto che Manna e De Laurentiis abbiano già individuato le priorità. Non serviranno rivoluzioni, ma inserimenti mirati per migliorare una squadra che già oggi ha una base molto solida.

Dal punto di vista tattico, a mio avviso il Napoli ha una rosa costruita per giocare con il 4-3-3 o, all’occorrenza, con il 4-2-3-1. Ci sono esterni offensivi importanti e caratteristiche che si sposano perfettamente con questi sistemi di gioco. Per questo motivo credo che ripartire da una difesa a tre sarebbe un errore: significherebbe modificare profondamente l’identità della squadra e sacrificare giocatori che invece possono rendere al massimo in un altro contesto.

Su Dusan Vlahovic dico che, se davvero dovesse liberarsi a parametro zero, sarebbe un’occasione molto interessante. Certo, l’ingaggio resta elevato, ma senza un costo per il cartellino l’operazione diventerebbe molto più sostenibile. Inoltre parliamo di un attaccante importante, con caratteristiche che possono garantire peso offensivo e presenza fisica.

Detto questo, non credo che l’eventuale arrivo di Vlahovic debba necessariamente portare il Napoli verso un 3-5-2. Anzi, sarebbe un controsenso rispetto alle caratteristiche della rosa. Con tanti esterni di qualità come Politano, Neres, Lang e gli altri elementi offensivi presenti in organico, la soluzione più logica resta quella di valorizzare il materiale tecnico già a disposizione attraverso il 4-3-3.

Per quanto riguarda il centenario del Napoli, non mi aspetto operazioni clamorose soltanto per ragioni simboliche. Bisogna agire con equilibrio e con logica. Il modo migliore per celebrare i cento anni di storia del club è costruire una squadra ancora più competitiva, inserendo giocatori funzionali e creando due alternative valide per ogni ruolo. È questa la strada che permette di restare ad alti livelli senza stravolgere un organico che ha già dimostrato di essere forte e competitivo».


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