Napoli, Varriale analizza Allegri: “Tecnico ideale per gestire una squadra vincente”
Scritto da Ciro Gaipa il 16 giugno 2026
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Enrico Varriale, giirnalista.
«Su Kevin De Bruyne bisogna fare una riflessione equilibrata. Le sue dichiarazioni su Conte hanno fatto discutere e sicuramente sono state parole pesanti, ma bisogna anche ricordare che la sua stagione a Napoli è stata fortemente condizionata dagli infortuni. Quando è stato bene ha mostrato lampi della sua qualità, poi però non è riuscito ad avere continuità.
Ho l’impressione che negli ultimi mesi abbia pensato soprattutto ad arrivare nelle migliori condizioni possibili al Mondiale, che probabilmente rappresenta uno degli ultimi grandi appuntamenti della sua carriera. Da questo punto di vista si spiegano anche alcune prestazioni molto positive viste con il Belgio.
Detto questo, se mi chiedete oggi quale sarà il suo futuro, non credo che la decisione dipenderà esclusivamente da Allegri. De Bruyne resta un campione assoluto, ma bisognerà valutare anche il suo inserimento nel progetto e la sua voglia di restare. Le qualità tecniche non si discutono, ma ci sono tanti aspetti da considerare.
Diverso il discorso per Romelu Lukaku. Esistono quasi due versioni di Lukaku. C’è quello che due anni fa era stato determinante e che aveva dato un contributo enorme alla squadra, e poi c’è quello visto più recentemente, condizionato dagli infortuni e da comportamenti che hanno fatto discutere.
Lukaku resta un giocatore che, per caratteristiche, può ancora incidere. Ha fisicità, esperienza e presenza in area. Però ci sono due aspetti da valutare: il primo è l’ingaggio molto importante, il secondo è la sua disponibilità ad accettare eventualmente un ruolo diverso rispetto al passato.
Se accetta di mettersi al servizio della squadra e di essere una risorsa importante anche senza essere sempre il punto centrale del progetto, allora può ancora essere utile. Se invece pretende di essere il riferimento assoluto, credo che il discorso cambi.
Per quanto riguarda Allegri, mi aspetto un Napoli molto flessibile dal punto di vista tattico. Si parla tanto di 3-5-2 o di 4-3-3, ma credo che il vero valore aggiunto di Allegri sia proprio la capacità di adattarsi ai giocatori che ha a disposizione.
Non penso vedremo un Napoli rigidamente legato a un solo sistema di gioco. Mi aspetto una squadra capace di cambiare assetto durante la stagione e anche all’interno delle singole partite. Molto dipenderà naturalmente dal mercato e dai profili che arriveranno.
Serviranno probabilmente rinforzi in difesa, qualche soluzione a centrocampo e soprattutto alternative credibili nei ruoli chiave. Sarà fondamentale costruire una rosa profonda, perché gli impegni saranno tanti.
La scelta di Allegri non mi ha sorpreso. Anzi, quando si parlava con insistenza di altri profili, ho sempre pensato che Aurelio De Laurentiis potesse orientarsi verso un allenatore di esperienza, abituato a gestire squadre che devono vincere.
È vero che negli ultimi anni Allegri non ha ottenuto i risultati straordinari del primo ciclo della sua carriera, ma resta un tecnico che conosce perfettamente le dinamiche delle grandi squadre e che sa lavorare sotto pressione. Per questo motivo considero la sua una scelta coerente con le ambizioni del Napoli.
Adesso però contano soprattutto i fatti: il mercato, la costruzione della rosa e la capacità di creare un gruppo competitivo. Saranno questi elementi a determinare il livello del Napoli della prossima stagione più ancora delle discussioni sui moduli o sulle etichette legate agli allenatori».