NeS si racconta a Radio Punto Nuovo: «Il mio primo album? Un viaggio “a sud della vita” tra jazz, radici e verità»
Scritto da Bruno Gaipa il 24 maggio 2026
NeS si racconta a Radio Punto Nuovo: «Il mio primo album? Un viaggio “a sud della vita” tra jazz, radici e verità»
Il grande giorno è arrivato. Dopo averla seguita passo dopo passo nei suoi progetti precedenti e nei suoi primi singoli, Radio Punto Nuovo ha il piacere di ospitare e presentare ufficialmente nei propri studi il primo album di NeS. Un esordio discografico importante, composto da 13 tracce che segnano una svolta fondamentale nel percorso della giovane artista.
L’album prende il titolo dal singolo A sud e che sta vita, un manifesto artistico e personale. Ma come si sta, quindi, a sud di questa vita? «Si sta bene», racconta NeS ai nostri microfoni. «Si vive bene in questo luogo simbolico che per me rappresenta la fine di un lavoro a cui ho dedicato tanto tempo. Arrivando a sud si raccoglie un pochino tutto ciò che si è seminato».
Un disco intimo, viscerale e interamente “suo”
Quello di NeS è un album profondamente autobiografico, curato meticolosamente dall’inizio alla fine: dalla composizione dei testi agli arrangiamenti. Unica eccezione, due collaborazioni speciali che arricchiscono la tracklist: il brano Che ne sai, scritto da Antonio Scafuri, e O scuro, firmato da Raffaele Cerella.
Il sound del disco riflette un mondo musicale eterogeneo che affonda le radici nel vissuto dell’artista, spaziando dalle contaminazioni jazz al cantautorato, senza mai dimenticare il legame viscerale con la tradizione:
«La lingua napoletana la sento molto naturale, ho sempre ascoltato musica classica napoletana fin da piccolina. Nel disco ci sono tutte le influenze che mi hanno accompagnata nel mio percorso di crescita. È stato fatto tutto in maniera molto spontanea, attraversando generi diversi come flussi naturali».
Il paradosso della musica oggi e la verità del palco
Durante l’intervista non è mancata una riflessione sul mercato discografico attuale, profondamente cambiato rispetto al passato. Oggi le piattaforme digitali offrono un’accessibilità immediata a chiunque, creando però un enorme paradosso: «Da un lato è più semplice pubblicare e farsi trovare, ma dall’altro, se ogni giorno escono due milioni di pezzi, emergere diventa difficilissimo».
In un panorama musicale che viaggia velocissimo a colpi di singoli “usa e getta” e trend social, NeS non ha dubbi su dove risieda la vera essenza della musica: il live. «Io credo che alla fine il live racconti sempre la verità. Ho iniziato a fare musica a vent’anni, oggi ne ho quasi 34: c’è un bagaglio di esperienza e una maturità artistica inevitabile quando ci sono dei chilometri alle spalle. Noi facciamo musica per suonare dal vivo, anche se oggi ci si perde un po’ tra numeretti e streaming».
Una dimensione, quella del palco, che appartiene totalmente a NeS, reduce dal successo del grande concerto di presentazione dello scorso weekend a teatro.
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In chiusura di intervista, lo sguardo si sposta sul brano Poi passerà, una traccia che la stessa NeS definisce come «molto più vicina alla mia dimensione attuale».
Per scoprire tutti i dettagli del disco, i retroscena del concerto a teatro e l’intervista integrale, clicca sul player qui sotto e ascolta il podcast dell’intervista