Nesta: «Avellino società ambiziosa. Porto rabbia e voglia di riscatto»
Scritto da Pellegrino Iannone il 10 giugno 2026
Di seguito le dichiarazioni di Alessandro Nesta in occasione della conferenza stampa di presentazione da nuovo tecnico dell’Avellino.
LE DICHIARAZIONI DI ALESSANDRO NESTA
L’INTRODUZIONE – «Ringrazio la famiglia D’Agostino e il direttore Aiello per avermi scelto. Ho avuto subito l’impressione di una squadra che vuole fare le cose per bene».
LA TRATTATIVA – «È durata pochissimo: ci siamo piaciuti subito e abbiamo chiuso. Porto qui una voglia di rivalsa enorme, vengo da una retrocessione a Monza. Abbiamo avuto un’annata non buona, ad Avellino porto la rabbia e la voglia di giocarmela».
IL MODULO E LA ROSA – «Partiamo per costruire una difesa a quattro. Probabilmente sarà 4-3… e fantasia. Ho studiato tutto ma è ancora presto per parlare di nomi. Faremo una squadra giusta, che farà divertire la gente, poi se vinciamo è anche meglio».
LA COSTRUZIONE DAL BASSO – «È stata esasperata, bisogna insegnare ai calciatori quando giocare dal basso e quando uscire con il palleggio. Bisogna essere pratici».
IL PARAGONE CON IL CALCIATORE – «So che c’è curiosità, spero di essere giudicato per quello che farò in campo. Il mio passato da calciatore non deve essere un peso. Adesso è un nuovo capitolo, non ho scelto scorciatoie, sono qui per mettermi in gioco».
IZZO E IL MATCH DI COPPA CONTRO IL MONZA – «Ritrovarlo mi fa molto piacere. Ha un grande cuore e in campo non ti tradisce mai. Lo reputo una grande persona. A Monza ho tanti amici, sono sicuro mi abbracceranno, ho buoni rapporti».
LE DIFFERENZE RISPETTO A GENNAIO – «Non avevo digerito la retrocessione, non ero pronto per ripartire».
LA FAMIGLIA IRPINA – «Mio suocero è di Avellino, è nato a Piazza Aldo Moro. So benissimo cosa significa».
GLI UNDER E IL SETTORE GIOVANILE – «Sarebbe bello portare in prima squadra calciatori della Primavera. Credo che i giovani vadano messi in un contesto giusto. Credo nel mix: bisogna avere 4-5 “vecchi”, integri e giovani che danno freschezza ed esuberanza. Con il direttore stiamo ragionando».
LA PROGETTUALITÀ AVELLINO – «Ho studiato tutto. L’Avellino ha l’ambizione di portare, con i giusti tempi, la squadra lì sù. È il momento giusto perché la società sta crescendo e tutti sono motivati a fare bene».
LA PIAZZA AVELLINO – «Sono contento di trovarmi in una piazza così calda. I posti piatti, senza passione, non mi stimolano. Sono abituato a piazze di questo tipo: farò di tutto per l’Avellino affinché la gente venga allo stadio a divertirsi. Dobbiamo coltivare la passione dei ragazzi che non devono diventare tifosi dell’Inter o del Napoli, ma dell’Avellino. Cinque giorni fa sono stato a New York e ho incontrato tanti avellinesi. Avverto questa responsabilità ma sono contento».
LE RICHIESTE DI MERCATO – «Ho fatto delle richieste, ma è naturale. Il mercato lo faremo dove pensiamo bisogna migliorare».
LA FANTASIA IN CAMPO – «La società ha questa visione, continuiamo su questa strada. A Perugia e a Frosinone ho cominciato così poi ho dovuto cambiare. I calciatori di talento sono indispensabili, fanno sempre la differenza».
LA GESTIONE DEL GRUPPO – «È fondamentale perché la mia generazione è cresciuta con le mazzate, oggi non funzionano. I calciatori vanno indirizzati, capiti e nel caso puniti. Bisogna avere la pazienza di gestire i giovani. Credo molto nel rapporto umano: ho sempre dato il massimo ai miei allenatori perché sono stato sempre trattato bene».
LA SERIE B 26-27 – «È maledetta, bisogna stare sempre sul pezzo. Quest’anno dobbiamo consolidarci».
LE RICHIESTE SULLE STRUTTURE – «C’è tutto. Abbiamo ufficio, palestra, campo. Non chiedo nulla se non qualche giocatore».
GLI INSEGNAMENTI DEGLI ALLENATORI – «Ancelotti mi ha trattato sempre bene e io ho fatto sempre di tutto per loro. Lo stesso posso dire di Eriksson. Mi hanno insegnato a trattare bene le persone».