Oggetti lusso e viaggi pagati con fondi per migranti: inchiesta nel Sannio
Scritto da Laura De Gisi il 31 maggio 2026
Risparmiavano sui servizi assistenziali da fornire nei centri per l’accoglienza dei migranti del consorzio “Maleventum”, destinando poi il denaro sottratto a scopi personali, come viaggi, soggiorni e accessori di lusso.
L’inchiesta della procura contabile nasce dalla trasmissione, nel dicembre 2018, del procedimento penale sfociato lo scorso 21 aprile in una sentenza di condanna emessa dal tribunale di Benevento. Gli inviti a dedurre sono stati recapitati a Paolo Di Donato, ritenuto amministratore di fatto e dominus del Consorzio Maleventum, e agli amministratori e rappresentanti legali dell’ente tra il 2014 e il 2018: si tratta di Renza Fusco, Elio Ouechtati, Giuseppe Caligiure e Giovanni Pollastro.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, tra il 2014 e il 2018, al Consorzio Maleventum sarebbero confluiti attraverso la Prefettura di Benevento oltre 20 milioni di euro erogati dal Ministero dell’Interno per accogliere i richiedenti protezione internazionale. Una ingente somma di denaro parte della quale finita nelle tasche degli amministratori del consorzio e dei loro familiari.
I controlli eseguiti dai finanzieri nei centri del consorzio hanno consentito di constatare gravi carenze igienico-sanitarie, sovraffollamento, beni e servizi essenziali insufficienti, assenza degli adeguati standard di sicurezza e, quindi, il mancato rispetto degli obblighi previsti dai capitolati di appalto.
Secondo quanto contestato dalla Procura contabile, i risparmi conseguiti sarebbero stato usati, tra l’altro, per acquisti in negozi di note griffe di moda (Hermès, Chanel e Prada), viaggi e soggiorni, trasferimenti di denaro a familiari del gestore di fatto e altre operazioni ritenute dagli inquirenti estranee agli scopi per i quali erano stati concessi i finanziamenti pubblici.