Pacchioni: “Caso Rocchi? No a processi sommari. Lukaku-Conte? Comportamento che lascia perplessi”

Scritto da il 28 aprile 2026

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Paolo Pacchioni, giornalista di RTL 102.5.

«Sul caso Gianluca Rocchi bisogna tenere i piedi per terra. Oggi vedo due piani distinti: da una parte eventuali comportamenti sbagliati, che se accertati vanno sanzionati; dall’altra sento parlare di nuova Calciopoli, di campionati falsati, di frode sportiva… e mi sembra francamente fuori fuoco. Non si può mettere tutto nello stesso calderone. Se emergono responsabilità, si valuteranno, ma al momento vedo soprattutto una crisi interna del mondo arbitrale, con tensioni politiche e un livello tecnico abbassato. Questo sì è un problema reale. Però parlare di complotti o di scenari da Calciopoli mi sembra esagerato. Va fatta chiarezza, senza processi sommari. Anche perché la stessa procura ha chiarito che al momento non ci sono club coinvolti ma questioni interne al sistema arbitrale. Bisogna aspettare gli sviluppi, non fare il festival delle sentenze sui social.

Sul campo, invece, Napoli-Como è una partita affascinante. È anche una sfida di idee tra Antonio Conte e Cesc Fàbregas, che rappresentano due approcci diversi ma entrambi validi. Fabregas ha mostrato idee molto interessanti, è un allenatore con pensiero moderno e grande potenziale. Deve ancora crescere in gestione e continuità dentro le partite, ma ha fatto vedere cose importanti. Conte invece è un tecnico più formato, con un bagaglio enorme. Sarà una gara complicata perché il Como ha ancora ambizioni europee e motivazioni forti. Però anche il Napoli ne ha: rafforzare il secondo posto conta eccome. Io non sono tra quelli che dicono che arrivare secondi o terzi sia uguale. Nell’albo d’oro cambia, economicamente cambia, e soprattutto certifica un percorso. L’Inter ormai sembra irraggiungibile, ma questo non toglie nulla al fatto che il Napoli debba chiudere al massimo. Conte deve ritrovare motivazioni nel gruppo e questo finale può servire anche a dare un segnale in vista del futuro.

Su Romelu Lukaku mi ha colpito molto anche la delusione di Conte. Avrebbe potuto liquidare la vicenda dicendo che sono questioni societarie, invece si è esposto e si è capito quanto ci sia rimasto male. Parliamo di un allenatore che ha sempre messo Lukaku al centro dei suoi progetti, dall’Inter al Chelsea fino al Napoli. Per questo il comportamento di Lukaku delude. Arrivare a Castel Volturno, non passare neppure a salutare l’allenatore che ti ha rilanciato e ripartire subito è un atteggiamento che lascia perplessi. Parliamo di un rapporto quasi da pigmalione, e ci si sarebbe aspettati almeno riconoscenza. Purtroppo non è la prima volta che Lukaku dà segnali di questo tipo. Dal punto di vista umano ha mostrato spesso lati discutibili, e quando certi comportamenti si ripetono forse non sono casuali. Questo episodio non fa che rafforzare un giudizio che, su questa vicenda, mi sembra abbastanza unanime. Calcisticamente resta un grande nome, ma oggi è un giocatore in flessione. E umanamente, in questa storia, ne esce male. Quel modo quasi di non farsi vedere, di evitare incontri e confronti, francamente è un comportamento da censurare».


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