Pasquale Viscido: “Iervolino non fa capire quello che vuole fare”

Scritto da il 5 giugno 2024

Pasquale Viscido in diretta durante la puntata di oggi, 5 giugno, a “Punto Nuovo Sport”, angolo centrale del calcio su Radio Punto Nuovo. L’ex centrocampista, con un passato importante anche al Frosinone, ha detto la sua sul momento che sta vivendo la squadra della sua città: la Salernitana.

Un cuore diviso in due. Natali a Salerno, con l’inizio nel settore giovanile ed esordio in prima squadra, poi passaggi tra Cavese – in Serie B ad inizio anni ’80 – e Casertana, prima dell’approdo al Frosinone. Qui tre anni importanti che lo fanno diventare un beniamino dei tifosi giallazzurri.

Cosa ha portato alla fallimentare stagione della Salernitana?

«Di solito sono problemi che dall’esterno non si vedono, sono quelli dello spogliatoio. Non fa neanche tanto piacere parlarne. La società non è riuscita ad intervenire e alla fine è arrivata questa retrocessione».

Crede che la rosa fosse inferiore a quella dello scorso campionato?

«Non credo, né superiore ma neanche inferiore. Quando è andato via Sousa è andato via un aspetto tecnico in cui tanti giocatori rispondevano alla grande. Tanti di loro rendevano al meglio proprio grazie ad un allenatore preparato come Paulo Sousa, un errore mandarlo via. I calciatori hanno reso almeno un 20% in meno».

Un autogol la chiacchierata con De Laurentiis?

«Il fatto che fosse andato a parlare col Napoli, è una scusa paesana. Ci vogliamo scandalizzare perché era andato a parlare con in Napoli? È un professionista e aveva un accordo con la società di 15 giorni per guardarsi attorno. Il problema è stato non puntare appieno su di lui, dandogli quello che voleva. A questo punto bisognava sollevarlo allora e non aspettare e sbagliare e poi».

Come ripartire dalla Serie B?

«La retrocessione è arrivata da un bel po’, bisognava sfruttare questo vantaggio. C’è un presidente che non dice quello che vuole fare e non fa capire quello che vuole fare, non si capisce se ci sarà davvero un’altra società a gestire il club. Quello che appare è una mancanza di programmazione. Questo preclude sicuramente delle situazioni favorevoli». 

Candreva è stato fortemente criticato a fine campionato?

«In carriera sono retrocesso ed ero uno dei migliori nella rosa, eppure le critiche non mi hanno risparmiato. Più sei bravo e più sei criticato se fallisci».


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