Petrazzuolo: “Bel gioco o risultati? Il calcio moderno unisce entrambi. Su Kvara…”
Scritto da Ciro Gaipa il 29 aprile 2026
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Antonio Petrazzuolo, direttore di Napoli Magazine.
Partiamo da Kvaratskhelia: dopo Maradona è il giocatore più forte passato a Napoli?
“Bella domanda… ti rispondo tra un mese! Scherzi a parte, eviterei certi accostamenti. Maradona è un’altra dimensione. Però Kvaratskhelia è un fuoriclasse assoluto, questo sì. Un giocatore che si commenta da solo, qualità immensa, fantasia pura. E il Napoli deve essere orgoglioso di averlo avuto“.
Sta impressionando anche al PSG…
“Sì, e non mi sorprende. Sta dando equilibrio, oltre talento. È cresciuto tanto anche nella fase difensiva, cosa che magari non tutti sottolineano. È uno che sposta davvero gli equilibri“.
Ti porto sul tema più ampio: dopo quel PSG-Bayern da 5-4 si è tornati a parlare di bel gioco contro risultatismo…
“Guarda, io penso che il calcio ideale sia unire entrambe le cose. Il bel gioco e il risultato. Non capisco perché debbano essere contrapposti. Conte magari non fa sempre un calcio spettacolare, ma porta risultati. E questo conta. Perché lì vedi anche la qualità individuale che fa la differenza. Alcune giocate non le alleni: o ce le hai o non ce le hai. E in Europa oggi si gioca a ritmi diversi. Questo è evidente“.
Conte contro Fabregas sabato sembra quasi la sintesi di questo dibattito…
“Sì, ed è una sfida bellissima proprio per questo. Due idee diverse, due modi diversi di leggere il calcio. Fabregas ha fatto un lavoro straordinario, ma Conte resta Conte. A Como mi aspetto una gara molto attenta da parte del Napoli. Perché la lezione della Lazio è servita. Con la Cremonese si sono viste cose interessanti, soprattutto nei correttivi di Conte. Tipo l’arretramento di McTominay, più libertà per De Bruyne, l’inserimento di Alisson che ha dato strappi e imprevedibilità. Sono mosse intelligenti. Io ripartirei da lì. Alisson va confermato? Per me sì. Ti cambia il ritmo della squadra. È uno che crea superiorità, che salta l’uomo. In questo momento serve“.
Qualche dubbio di formazione?
“Forse solo dietro. Davanti credo si vada verso conferme. Anche perché, con Neres fuori e qualche assenza pesante, quelle soluzioni hanno dato risposte importanti. Il Napoli deve dare un segnale di continuità. Perché il secondo posto va blindato e perché serve arrivare forti al finale. E queste partite ti dicono anche che squadra vuoi essere il prossimo anno”.