Pistocchi: «Il calcio italiano ha bisogno di un’identità. VAR? Il regolamento parla chiaro»

Scritto da il 1 ottobre 2026

Nel corso del suo intervento a Radio Punto Nuovo, Maurizio Pistocchi ha analizzato diversi temi legati al calcio italiano, partendo dal nuovo corso arbitrale e dall’utilizzo del VAR.

«Il nuovo protocollo VAR? Non esiste. Non esiste nessun protocollo, se non quello che è scritto nel regolamento. Nel regolamento del gioco del calcio ci sono regole ben precise e molto chiare. Poi, se gli arbitri vogliono interpretarle, come è successo in questo inizio di campionato, facciano pure, però non mi vengano a raccontare che quello è il regolamento. Quando sento parlare, a proposito di spinte e trattenute, di contatti leggeri, non decisivi o non congrui, mi viene da ridere. Secondo voi perché nel regolamento il legislatore non ha mai scritto ‘leggera spinta’? Proprio per evitare che ci siano dei personalismi. Una spinta con le mani su un avversario è fallo. Lo dice il regolamento. Non ci sono differenze previste dal regolamento tra una trattenuta e l’altra in base alla sensibilità dell’arbitro: il regolamento stabilisce che quello è fallo. Punto.

La Nazionale e la Francia? Siamo ancora all’inizio. La Francia è una delle due Nazionali più forti del mondo, sia per organico sia per valori, con una rosa di qualità straordinaria. Per l’Italia sarà quindi un banco di prova importantissimo. La partita con la Turchia ci ha dato comunque delle indicazioni positive. Ho visto una squadra con delle idee, intraprendente, la connessione ha funzionato e il 4-3-3, secondo me, ha funzionato bene. Hanno fatto bene tutti e da questo punto di vista è stata sicuramente una partita molto positiva. Adesso bisogna andare avanti e vedere cosa succederà nelle prossime partite. Dopo l’avvio, contro il Belgio avevamo fatto veramente pochissimo, ma non mi aspettavo neanche tantissimo. Quello della Nazionale è un argomento vecchio ormai e ce lo portiamo dietro da molti anni. Non si vuole capire che la Nazionale, siccome non ha tempo per lavorare e allenarsi, deve necessariamente essere un riflesso di quello che offre il campionato.

E il nostro campionato, in questo momento, ci dice che il 71% dei calciatori che hanno disputato le prime cinque giornate sono stranieri e quindi non eleggibili per la Nazionale. Questo, secondo me, spiega già molte cose e rende ancora più difficile il compito del selezionatore, che deve mettere insieme giocatori di qualità in un contesto nel quale il bacino disponibile è sempre più ristretto. La sfida contro la Francia sarà quindi un banco di prova importantissimo per capire a che punto siamo e quale sia la nostra reale caratura. C’è ancora molto da mettere a posto.

La situazione della FIGC? Mi sembra abbastanza evidente che esistano posizioni politiche e istituzionali differenti sulla presidenza della FIGC e sulla vicenda che ha coinvolto Giovanni Malagò. Il punto, però, secondo me non sono tanto le persone quanto il progetto. Bisogna capire quale sia il progetto per il futuro della FIGC e del calcio italiano. Il problema vero riguarda il sistema e la formazione. Non puoi pretendere di trovare giocatori pronti quando arrivano alla prima squadra o alla Nazionale se non hai lavorato adeguatamente prima. È tutta una questione di formazione.

Io ricordo quello che successe in Germania dopo il disastroso campionato europeo del 2000. Il governo del calcio tedesco affidò a Oliver Bierhoff il compito di riformare il calcio tedesco. Furono costruiti e implementati centri di formazione federale, venne sviluppata una didattica e venne portata avanti un’idea precisa di gioco. Questo è il punto: bisogna costruire. Bisogna avere una formazione adeguata e un’idea di calcio che accompagni i giocatori nella loro crescita. Non si può pensare di arrivare alla prima squadra e alla Nazionale e improvvisare.

Il calcio internazionale? Ho visto le partite internazionali di questo weekend e le Nazionali giocano tutte a mille. Non c’è nessuno che butta via la palla, nessuno che cerca semplicemente di ottenere vantaggi speculando. Il vecchio calcio italiano, quello nel quale ci si metteva tutti dietro ad aspettare il contropiede, oggi non esiste più, non è più proponibile. E questo dovrebbe far riflettere anche su alcune idee di calcio che appartengono al passato. Il calcio è cambiato e oggi bisogna avere un’identità, una proposta, una capacità di giocare la partita. Non si può pensare di vivere soltanto sulla gestione dell’episodio o sull’attesa dell’avversario.

Allegri? Evidentemente è un allenatore di grande intelligenza, anche dal punto di vista della gestione della propria carriera. Ma io ho iniziato a lavorare in questo mondo negli anni Settanta e ho visto il calcio cambiare profondamente. Quello che poteva funzionare allora oggi non è più sufficiente. Penso al Napoli di qualche anno fa. Quando vedevi giocare quella squadra, capivi che c’era un’idea di calcio. Era una squadra che poteva anche perdere le partite, perché nessuno ha la certezza di vincere, ma aveva una precisa identità. Era evidente cosa volesse fare in campo. Al momento questa cosa nel Napoli non l’ho ancora vista. E al rientro dalla sosta nazionale ci sarà una partita contro una squadra che invece ha una grande identità: il Frosinone.

Il Frosinone è una buonissima squadra, allenata molto bene da Massimiliano Alvini. Ha battuto il Como senza rubare niente, mettendolo in difficoltà soprattutto nel secondo tempo e creando diverse occasioni. Ma al di là del risultato, quello che mi interessa sottolineare è che il Frosinone ha un’identità forte. Il mio concetto è semplice: se io affido un progetto importante a un allenatore, pretendo di vedere un’identità. Non pretendo necessariamente di vincere, perché nel calcio non esiste la certezza del risultato. Ma pretendo di vedere una squadra che abbia delle idee e che sappia come stare in campo. Questo, secondo me, è il punto fondamentale».


Avellino Benevento

Radio Punto Nuovo

Current track
TITLE
ARTIST

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi