Rastelli all’Oscar Campano: “L’addio di Conte a Napoli? Un atto di coraggio. Su Allegri e Italiano vi spiego il bivio di De Laurentiis”
Scritto da Bruno Gaipa il 28 maggio 2026
Rastelli all’Oscar Campano: “L’addio di Conte a Napoli? Un atto di coraggio. Su Allegri e Italiano vi spiego il bivio di De Laurentiis”
Sorrisi, strette di mano e tanto calcio parlato. Per Massimo Rastelli, la serata di gala dell’Oscar Campano è stata l’occasione perfetta per riabbracciare vecchi amici e colleghi, ma anche per tracciare un bilancio profondo e lucido sul momento d’oro e sulle complesse dinamiche delle panchine campane. Intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo, l’ex tecnico e calciatore azzurro ha analizzato i temi caldi del momento: dallo scossone in casa Napoli fino ai grandi traguardi di Juve Stabia e Benevento.
Il retroscena su Conte e la psicologia del tecnico
L’addio di Antonio Conte alla panchina del Napoli, arrivato dopo un secondo posto finale in campionato, ha lasciato molti tifosi di stucco. Rastelli, però, legge la scelta del collega sotto una luce puramente professionale e umana:
“Credo che Antonio abbia vissuto questi due anni dando tutto se stesso, e lui cerca negli altri la sua stessa totale dedizione. Un approccio così totalizzante ti svuota inevitabilmente. Arrivi a un punto in cui hai bisogno di azzerare per non ripartire con le scorie psicologiche accumulate”.
Nessun segno di fragilità, dunque, ma una forte presa di posizione:
“Per me è stato un assoluto atto di coraggio. Sapeva perfettamente di non poter andare oltre certe difficoltà e ha preferito rinunciare a un contratto molto oneroso per voltare pagina, dimostrando enorme onestà intellettuale verso se stesso e la piazza”.
Il casting per il futuro: Allegri contro Italiano
Sollecitato sul clamoroso dualismo per la successione, definita una sorta di “ossimoro tattico”, Rastelli ha decifrato la mente del patron azzurro:
“De Laurentiis si trova davanti a due profili opposti. Se sceglie Allegri, punta su un allenatore vincente, pragmatico, di grandissima esperienza, abituato a gestire le pressioni di piazze enormi e focalizzato prima di tutto sul risultato. Se invece vira su Italiano, sceglie un profilo giovane, fautore di un calcio moderno, offensivo e arrembante, che magari concede qualcosa dietro ma entusiasma. La scelta dipenderà unicamente dalla visione che il presidente ha per il Napoli del futuro”.
I ricordi di Portogruaro e il miracolo Juve Stabia
La serata ha regalato a Rastelli anche l’incontro con Paolo Specchia, rievocando la storica parentesi al Portogruaro nel 2011: “Fu una tappa fondamentale per me. Ero senza squadra e mi chiamarono all’ultimo istante. Trovai una piccola realtà con persone di una competenza straordinaria, dove potei lavorare con pazienza e sperimentare con i giovani”.
Voltando lo sguardo alla Serie B, Rastelli esalta l’impresa della Juve Stabia guidata da Ignazio Abate, capace di conquistare un traguardo incredibile nonostante i problemi societari:
“È il trionfo del collettivo. Staff tecnico, direttore sportivo, squadra e tifosi hanno fatto un tutt’uno, isolandosi dalle problematiche esterne senza crearsi alibi. Questo gruppo a Castellammare verrà ricordato a lungo. Ora spero solo che il loro futuro societario, che non sembra roseo, possa risolversi al meglio”.
Un plauso sincero è andato anche ad Antonio Floro Flores per la promozione ottenuta sulla panchina del Benevento: “Ha fatto qualcosa di incredibile. È entrato in punta di piedi in una squadra già forte, si è fatto apprezzare e ha sfruttato al massimo il potenziale del gruppo. È un bene per tutta la regione avere un’altra campana in Serie B”.
La chiusura è tutta per il premio ricevuto: “Ricevere l’Oscar Campano fa sempre un enorme piacere. Siamo uomini di calcio e questi riconoscimenti per quanto fatto in passato riempiono d’orgoglio”.