Specchia: «Napoli, mancano soluzioni offensive. Vergara? La Nazionale può aiutarlo a crescere»
Scritto da Ciro Gaipa il 2 ottobre 2026
Nel corso del suo intervento a Radio Punto Nuovo, mister Paolo Specchia ha analizzato il momento della Nazionale italiana alla vigilia della sfida contro la Francia, soffermandosi in particolare sulla possibile presenza dal primo minuto di Antonio Vergara e sul valore della gara per il giovane talento del Napoli.
«Nazionale? Il calcio ti ha sempre sorpreso, quindi è vero che sembra quasi un’impresa impossibile andare ad affrontare una squadra come la Francia, con tutti quei campioni. Però è altrettanto importante per noi trovare una fisionomia, un atteggiamento e un’identità, perché questa è una Nazionale nuova, nuovissima. Purtroppo la prima gara di questo piccolo turno di partite è stata sbagliata contro un Belgio organizzato. In quella partita abbiamo pagato anche una certa immaturità e tutta la Nazionale ne ha risentito. De Bruyne è sembrato un mostro di bravura, un gigante, ma bisogna anche chiedersi quanti spazi gli abbia concesso l’Italia. Quando troverà ancora nel campionato italiano tutte quelle possibilità di giocare che gli abbiamo lasciato? In passato abbiamo avuto giocatori come Barella e Tonali, capaci di andare sulla corsa, magari con una capacità tattica diversa ma con grande vivacità e qualità. In quella Nazionale c’era un coraggio incredibile. Ora, invece, bisogna ripartire e costruire una squadra nuova. La partita contro la Francia può servire proprio a questo: capire come ci poniamo di fronte a una squadra di altissimo livello.
Vergara? Mi interessa molto vederlo, perché sinceramente è un ragazzo che ha qualità, ma ha giocato ancora troppo poco a certi livelli. Ha disputato una trentina di partite in Serie C, poi ne ha giocate altre a Rende, dove ha anche avuto un lungo stop per un grave infortunio al ginocchio, e successivamente ha collezionato quattro o cinque presenze in Serie A. Qual è quindi l’esperienza di Vergara per poterlo considerare già un titolare? Prima di arrivare a una conclusione del genere dobbiamo porci questa domanda. Anche io ho dovuto fare ammenda, perché mi fidavo molto di Conte quando teneva Vergara quasi nascosto. Poi, quando ce n’è stata la necessità, è stato utilizzato e, in quel momento di grande difficoltà, quel poco che ha fatto è sembrato tantissimo. Forse Conte aveva le sue ragioni: se tutti fossero stati disponibili e al loro massimo livello, probabilmente Vergara non avrebbe giocato. Ora è arrivato Allegri, che è un allenatore importante, e puntualmente ci chiediamo perché non faccia giocare Vergara.
Vergara può giocare nel Napoli, questo è evidente, ma pensare che possa essere già oggi un titolare capace di giocare otto, nove o dieci partite intere consecutive credo sia eccessivo. La Nazionale, però, può rappresentare una grande occasione. Spero che venga inserito, perché può crescere, acquisire un’autostima diversa e soprattutto misurarsi contro giocatori di livello internazionale. Vederlo affrontare questi campioni ci permetterebbe di capire come si pone, in che condizioni è e dove può arrivare. Anche per il suo futuro e per capire eventualmente come adattarlo tatticamente, sarà un’esperienza molto importante. Mi auguro che possa avere il suo spazio. Se venisse convocato e non giocasse neanche una ventina di minuti, sarebbe quasi un peccato. Magari non partirà dall’inizio, ma credo che un ritaglio di partita possa concederglielo.
Højlund? Io credo molto in lui e penso che possa fare la differenza. Dopo Firenze è tornato sulla sua strada e nelle ultime partite con la Danimarca ha mostrato segnali importanti. È un ragazzo importante, che più gioca e più affina le proprie qualità. Deve però imparare anche a disciplinare meglio le energie, perché dà tutto sempre e si carica sulle spalle una parte enorme del lavoro offensivo. Højlund spesso viene a giocare sugli esterni e questo fa sì che entri meno volte in area di rigore, ma quel lavoro porta comunque un vantaggio alla squadra. Né con Conte né con Allegri il Napoli si è difeso sistematicamente nella metà campo avversaria. Gli esterni vengono occupati dal terzino e dall’esterno offensivo, mentre la punta dovrebbe avere spazio nella zona centrale. Il problema è che alla punta chiediamo spesso di fare un po’ di tutto e quindi può arrivare meno lucida e meno precisa negli inserimenti offensivi. Io sono innamorato di Højlund, anche se non va tantissimo in gol, perché fa un lavoro straordinario. È un attaccante che può diventare ancora più importante. Speriamo che con il nuovo corso, soprattutto quando il Napoli recupererà i centrocampisti che mancano, possa essere messo nelle condizioni migliori.
Le assenze? McTominay e Anguissa sono giocatori che danno impatto fisico, forza, capacità di contrasto, gioco aereo. È evidente quanto il Napoli abbia perso dovendo fare a meno contemporaneamente di entrambi. Anguissa, anche quando non è al massimo della condizione, manca tantissimo per la sua capacità di reggere i contrasti e di arrivare in area con la sua fisicità. Può andare a chiudere di testa, può attaccare l’area e sono caratteristiche che oggi al Napoli mancano. L’unico che riesce a garantire qualcosa di simile, per caratteristiche fisiche e capacità di attaccare gli spazi, è proprio Højlund. Contro la Fiorentina ho visto diverse situazioni in cui il Napoli ha cercato il cross, ma spesso senza trovare l’uomo all’impatto. Højlund era marcato molto bene, mentre gli altri giocatori arrivavano poco alle spalle della difesa. Siamo poveri di soluzioni offensive e questo spiega anche perché il Napoli faccia fatica a segnare. Bisogna anche ricordare che il Napoli, nelle ultime annate, non ha sviluppato un calcio offensivo straordinario dal punto di vista dei numeri. Anche nelle due stagioni di Conte, quando ha vinto il campionato, la squadra non ha segnato una quantità enorme di gol. Conte ha fatto un lavoro straordinario e ha compiuto un vero miracolo, ma bisogna riconoscere che aveva a disposizione giocatori importanti. Non possiamo pensare che la situazione attuale sia identica a quella di Conte. Oggi Allegri si trova a lavorare con una rosa diversa e con tanti problemi di disponibilità. Non è corretto dire semplicemente che ha la stessa squadra di Conte. Nel primo anno di Conte c’erano giocatori come Lukaku e altri elementi di grande esperienza e peso offensivo. Oggi ci sono giocatori che devono ancora dimostrare il proprio valore e altri che stanno attraversando una fase di adattamento.
La sosta? In questo momento non bisogna dare troppo peso alle amichevoli. Ho visto che l’Avellino ha battuto 2-0 il Napoli e si sono scatenate alcune reazioni, ma bisogna ricordare il contesto. Il Napoli era senza dieci nazionali, aveva diversi giocatori infortunati, alcuni elementi fuori ruolo e anche ragazzi della Primavera in campo. È un allenamento durante la settimana, utile anche per cambiare il tipo di lavoro e non fare sempre le stesse cose. Nel calcio ormai si raggiungono livelli di esasperazione incredibili proprio perché spesso non si ha la consapevolezza di quello che accade realmente. Una squadra di medio-buon livello può giocarsela con una squadra di basso livello di Serie A, soprattutto quando quest’ultima è in emergenza. In questo momento il Napoli che è sceso in campo contro l’Avellino non rappresentava certo il Napoli titolare. Quindi non deve stupire che una squadra come l’Avellino possa battere il Napoli in una situazione del genere. È assolutamente possibile e non significa nulla in prospettiva. Speriamo piuttosto che contro il Frosinone il Napoli possa recuperare qualche giocatore, anche se alcuni degli assenti più importanti resteranno ancora fuori per qualche partita.
Meret? Mi auguro che possa recuperare completamente e tornare nelle condizioni che conosciamo. Ha avuto un lungo periodo complicato, arrivando alla nuova stagione con un infortunio che si trascinava già dall’anno precedente. Speriamo di rivedere il Meret che conosciamo, perché finora non è stato quello che abbiamo visto in passato. Il Napoli ha bisogno di recuperare uomini e soprattutto di ritrovare certezze. Tomiyasu ha fatto bene, ci sono alcuni giocatori che possono dare una mano, ma il vero obiettivo deve essere quello di arrivare alle prossime partite con una rosa più completa. Solo così Allegri potrà avere maggiori possibilità di cambiare qualcosa e trovare le soluzioni necessarie per riportare la squadra nelle condizioni migliori».