A fuoco fabbrica "antiterrorismo"

 

Un incendio di vaste proporzioni ha semi-distrutto un capannone industriale di oltre mille metri quadrati della "AF", azienda con sede nel Nucleo industriale di Venticano, in provincia di Avellino, che produce dispositivi antiterrorismo installati negli aeroporti italiani. L'incendio si è sviluppato nel pomeriggio di oggi e sul posto sono accorsi i Vigili del Fuoco di Avellino, Grottaminarda e Ariano Irpino. L'intera area è stata evacuata per il rischio di esplosioni dovuto alla presenza all'interno del capannione di prodotti chimici e bombole di gas. Sul posto anche i tecnici del Nucleo batteriologico chimico radiologico per fronteggiare eventuali danni ambientali. L'imprenditore titolare della "AF", che era appena rientrato da un viaggio di lavoro all'estero, ha riferito ai carabinieri di aver visto due persone allontanarsi rapidamente dal capannone prima che prendesse fuoco.

 


 
Agricamorra, arrestato anche un leader dei "forconi"
Tra le sei persone alle quali la squadra mobile di Caserta ha notificato oggi un'ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta sull'alleanza tra camorra e mafia per il controllo dei mercati ortofrutticoli c'è l'autotrasportatore Carmelo Gagliano, di 45 anni, nato a Marsala, segnalato nei giorni scorsi mentre prendeva parte alla protesta dei forconi in Sicilia. Gagliano è accusato di avere fornito propri automezzi ai fratelli Sfraga - ritenuti referenti imprenditoriali delle famiglie mafiose Riina e Messina Denaro - ed a Costantino Pagano, prestanome della famiglia Schiavone e titolare di una società di autotrasporti, "La Paganese", confiscata proprio oggi al termine del processo con rito abbreviato.
 
Nitto Palma accusa De Magistris, Landolfi striglia Caldoro
Il primo giorno di Francesco Nitto Palma a Napoli come commsisario del PDL è all'insegna delle polemiche: il successore di Nicola Cosentino ha attaccato duramente Luigi De Magistris, accusandolo di fare propaganda invece che di amministrare. Ma l'attacco più duro è giunto dal vice di Nitto Palma Mario Landolfi. L'ex AN intervistato dal Corriere del Mezzogiorno ha dichiarato: Caldoro scelga se essere un dirigente del PDL oppure del nuovo PSI.
 
Alleanza camorra-mafia: arrestato anche personaggio vicino a protesta "forconi"

ImageE' molto importante e inquietante l'operazione dell'Antimafia che ha arrestato diverse persone nell'ambito di un'inchiesta su un'alleanza tra il clan dei Casalesi e i vertici della mafia siciliana, guidata dal superlatitante Matteo Messina Denaro. Mandato d'arresto anche per Nicola Schiavone, figlio di "Sandokan", e per il fratello di Totò Riina, entrambi già in carcere per altri reati. Secondo i magistrati napoletani e la Polizia, la camorra casertana e alcuni imprenditori siciliani organici alla mafia avevano stretto un'alleanza nel settore dei trasporti su gomma e della commercializzazione di frutta verdura; nel mirino anche il chiacchieratissimo mercato ortofrutticolo di Fondi già finito nel maggio del 2010 al centro di una maxi-operazione contro le infiltrazioni criminali. Il volume d'affari realizzato dalla fazione Schiavone nel Sud Pontino aveva fatto riflettere pure il capo del clan, Michele Zagaria, recentemente arrestato; il figlio di Schiavone intimò a Zagaria, in virtù dei buoni rapporti di quest'ultimo con papà "Sandokan", di lasciar perdere Fondi.
Gli arrestati avevano anche organizzato un fiorente traffico d'armi dall'Est Europa verso la Campania. E tra le persone fermate c'è anche un personaggio segnalato nell'ambito della "protesta dei forconi" che aveva paralizzato la Sicilia; i vertici di Confindustria dell'isola avevano sempre denunciato che nella protesta si era infiltrata la mafia. C'è anche un altro particolare: alcuni degli arrestati erano stati rimessi in libertà appena due settimane fa dal Tribunale del Riesame perché si era scoperto che un gip di Napoli aveva copiato e incollato la richiesta della Procura.

MERCATO FONDI: 30 CONDANNE CON RITO ABBREVIATO

Per lo scandalo del mercato ortofrutticolo di Fondi sono 30 le condanne emesse dal gup di Napoli nel processo con rito abbreviato per esponenti di camorra e mafia alleati per il controllo dei mercati ortofrutticoli in varie regioni italiane. Incassa 14 anni di reclusione il boss Costantino Pagano, titolare di un'importante azienda di trasporti su gomma accusato di associazione camorristica, concorrenza illecita, armi ed intestazione fittizia di beni. Confiscati diversi beni tra i quali la società "La Paganese trasporti", riconducibile a Nicola Schiavone.

 

 
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